lunedì 29 maggio 2017
È nata l'Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile. Perché abbiamo bisogno di sicurezza
di Francesco Mafera
Tra statistiche agghiaccianti e chiavi di lettura di tipo sociologico, affiora la consapevolezza di una svolta necessaria per le sorti del nostro pianeta in termini ambientali e sociali. Servono solidarietà e unità di intenti

La Pasqua di qualche giorno fa è stata anche l'occasione per rinnovare un proposito che oggi, come in passato, è stato troppe volte disatteso, ovvero la "sostenibilità". Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale per poter guardare al futuro con speranza. La nuova Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che comprende più di 80 diversi tipi di associazione tra università, fondazioni e istituzioni, tenta appunto di sensibilizzare l'opinione pubblica ai diversi aspetti che riguardano questo tema, informandola circa le reali e concrete problematiche che affliggono l'ambiente e gran parte della popolazione mondiale.


L'ASVis, attraverso le parole del suo portavoce ed ex presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, ha lanciato un messaggio chiaro, che nella sostanza è un invito e un monito per la società, affinché si possa modificare il nostro modo di condurre la quotidianità. Lo sviluppo sostenibile deve essere legato ad una visione della vita che ruoti intorno all'ideale di stabilire un percorso di progresso, un modello orientato al miglioramento in termini di efficienza, in un quadro nel quale siano più le risorse che ricaviamo rispetto ai livelli di consumo, e sempre nel rispetto del contesto sociale, culturale e ambientale. La situazione di insostenibilità infatti non si registra soltanto in quest'ultimo ambito, ma è una condizione di crisi generale che si ripercuote in modo preoccupante anche sulla collettività. I numeri che emergono dalle ricerche statistiche sono a dir poco impietosi e devono quindi indurci ad una riflessione, che ci spinga a riscoprire il nostro lato umano. Poiché solo la solidarietà, l'altruismo, e la preoccupazione per la vita del nostro prossimo sono i valori che costruiscono quel senso di responsabilità che ci permette di innescare un circolo virtuoso, fatto di azioni volte al miglioramento della condizione umana nel mondo.


Ed è esattamente questa la direzione che sembra essere stata intrapresa dall’Onu nell'Agenda 2030 e dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, dove Enrico Giovannini, da sempre molto sensibile a queste tematiche, condivide da diversi anni tale approccio, operando con coerenza e promuovendo la sua prospettiva. Il sociologo Aldo Bonomi, in un suo recente intervento, lo ha ricordato citando una frase che rappresenta lo spirito con il quale è stata concepita l'ASvis e che riprende quanto appena anticipato: «solo nella mutazione antropologica profonda del modello di sviluppo che determina le forme di convivenza globale si potrà trovare, oltre l’emergenza, senso e significato alla parola pesante sicurezza, che pesa come un macigno nella paura del quotidiano». E forse è per questo che ho trovato tracce di speranza, che vanno oltre la paura, nell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.


L'auspicio dunque è che questa modo di pensare possa diventare ben presto una prerogativa essenziale per gran parte della nostra società. Infatti, finchè quest'ottica non ci apparterrà, rimanendo un interesse esclusivo delle agende di governo, difficilmente i nostri buoni propositi potranno tradursi in azioni concrete.

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