martedì 25 aprile 2017
Oncologia e musica insieme per sfidare il cancro, con un sorriso
di Andrea Montesano
Quando la musica diventa terapia. L’esperimento musicale dei medici e pazienti dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano
Come è possibile affrontare la malattia del cancro attraverso un potente mezzo di espressione come la musica? La risposta viene dai ragazzi dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che in vista del Natale hanno presentato “Palle di Natale (Smile! It's Christmas Day!)”, una canzone scritta interamente dai giovani pazienti. Il testo e la musica sono passati in supervisione da Stefano Signoroni, un giovane consulente e ricercatore, studioso dei tumori ereditari dell’apparato digerente nonché musicista e cantante.

L’esperimento sembra essere
ben riuscito con degli attori protagonisti che, nonostante le difficoltà della malattia, sembrano aver reagito d’istinto grazie al potere catartico della musica e della canzone, strumenti di sviluppo e crescita personale molto efficaci, specialmente in età adolescenziale. L’ospedalizzazione in età evolutiva, è una condizione carica di vissuti personali che per ogni ragazzo, acquisisce un significato assai diverso a seconda della storia che porta con sè. Uno spazio di espressione come quello musicale, può diventare la spinta per riattivarsi mettendo in campo le proprie risorse interne riguardanti la parte emotiva, sociale, relazionale e quella dell’autostima.

L’Istituto Nazionale dei Tumori
ha voluto riproporre un esperimento già testato qualche anno fa. Nel 2013 infatti, è stato realizzato un primo esperimento simile in collaborazione con Nicola Fasano in arte Faso, bassista di Elio e le Storie Tese, con cui fu prodotto "Nuvole d’Ossigeno", un altro brano che vedeva protagonisti anche questa volta i giovani del reparto. Il tutto si concluse anche con una pubblicazione scientifica sul Journal of Clinical Oncology, all’intenro della quale veniva narrata l’esperienza dei giovani pazienti e di come avevano utilizzato il potere della musica per poter accendere nonostante tutto ad uno spazio di benessere.





Nel videoclip si esibiscono circa 30 ragazzi alcuni visibilmente in cura e altri fuori trattamento terapeutico. Il titolo del brano per l’appunto “Palle di Natale”, vuole sottolineare la ricchezza del significato che si è scelti di dare al brano. Come ha raccontato all’Huffington Post Matteo Davide Bonvicini, uno dei protagonisti del videoclip: “Palle perché le nostre teste, dopo la chemioterapia, sembrano tali. Palle come quelle che si appendono all’albero di Natale o di neve, con cui si gioca in questo periodo dell’anno. Ma palle pire perché spesso gli adulti ne raccontano tante a noi, ammalati di tumore. E perché di certo trascorrere il Natale in ospedale non è il massimo”.

Grazie anche alla collaborazione dei referenti
del Progetto Giovani del reparto di Pediatria Oncologica, il videoclip è stato realizzato all’interno del reparto trasformato per l’occasione in uno spazio che richiamo il Natale dagli addobbi alle decorazioni, fino al testo della canzone. Il brano è stato molto ben arrangiato con uno stile pop e suon di “campanelli natalizzi”, proprio per non distaccarsi dall’idea che se la musica si incolla ai nostri ricordi. È necessario intrappolare in un brano musicale tutti quei riferimenti che dopo ogni ascolto fanno tornare in mente l’esperienza positiva vissuta insieme. Per non distaccarsi troppo dal linguaggio degli adolescenti, all’interno del brano si inserisce un passaggio rap fra la malinconia, la denuncia e la speranza di una condizione di sofferenza che però pulsa di reazione e di non arresa

Sembra quasi che il progetto abbia
evidenziato come la musica può contribuire a migliorare in parte, una condizione di sofferenza. In questo senso si può ipotizzare che la musica sia terapeutica e lo sia stata per questi ragazzi?
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