martedì 25 luglio 2017
Bambini con la barba, il nuovo album di Freschi Lazzi & Spilli
di Andrea Montesano
È più facile raccontare con gli occhi di un bambino la propria vita adulta o viceversa? La risposta sta nelle tracce del nuovo disco dei "Freschi Lazzi & Spilli"

Si potrebbe definire un lavoro cantautoriale quello dei Freschi Lazzi & Spilli che, compatti come una famiglia, Venerdì 17 al Contestaccio di Roma e Sabato 25 Febbraio all'MMB di Napoli hanno presentato il loro ultimo album Bambini con la barba. L’ironia "alla Freschi" delude i fans a metà, o meglio direi che li bluffa, perché dopo uno stile mantenuto per quasi sette anni, il vento sembra essere cambiato, ma solo nel contenuto. Bambini con la barba è la fusione perfetta di tanti esperimenti cantautoriali scherzosi che, diventati maggiorenni, prendono le sembianze di una canzone che sa stare in piedi e sa camminare da sola, anche mettendo da parte l’ironia  (all’occorrenza).  

L’amore (quello “che nulla amato amar perdona”) apre l’album con una traccia che sa di una specie di dichiarazione d’amore che non puzza né profuma, ma possiede un Odore suggestivo. È il brano che rompe il ghiaccio, già fischia la chitarra elettrica, c’è un bel groove e va bene così. Lo stesso odore spesso porta a dire che ci si è sbagliati in amore, che forse si aveva amato a metà. L’amore ci porta a confessare quindi le nostre scuse. In Tutte le mie scuse ri-salta (arrangiamento musicale compreso) tutta la bellezza di un uomo (o un di ragazzino) che a braccia aperte ammette di aver sbagliato in amore, e lo fa con tutta l’innocenza e la trasparenza possibile.  

Pelle Azzurra e Formica stanno come a dire ai propri ascoltatori “la nostra scrittura raccoglie anche storie che hanno spessore, andavano bene brani vecchi come Luna e AmamiIveco, ma qui c’è dell’altra stoffa”. La prima è una dolce dichiarazione d’amore (immaginario alla Fabio Concato). Poi il lasciarsi e poi il riprendersi; il tutto circoscritto da bel sound soul. L’altra è una scossa ad essere una formica nella vita “in questo mondo fatto solo di cicale”. Tutti quasi invidiano la cicala, che effettivamente sembra se la passi meglio in certi momenti della vita; ma cosa succederà poi “quando il freddo ti prende”?  

Chi l’ha detto che se non c’è l’accordo in minore il brano non è sufficientemente introspettivo? A piedi nudi è la perfetta dimostrazione che si può scendere nel profondo anche con un mood spensierato da canticchiare con il braccio fuori dal finestrino. Il senso è: quando ne sei convinto, fai comunque quello che devi fare anche se “ti guardano addosso” e credono che ci sia uno per strada che addirittura cammina scalzo e “non ha paura del raffreddore”. Più che A piedi nudi direi A muso duro.  

Spaccano a metà la tracklist dell’album i brani Navicella e Quando una canzone non basta che sono rispettivamente i primi due singoli dell’album. Un orecchio professionale li avrebbe subito evidenziati come brani “che tirano”: belli, simpatici, carini, radiofonici e banali. Ma cosa si fa quando una canzone non basta? Ok “scappo ho parcheggiato in divieto di sosta” ma poi? Come si risolve la questione una volta che si scappa? Così tanto banale il brano non è. Altrettanto intrigata è la descrizione di una relazione sentimentale in Navicella quando il quesito diventa: è vero o non è vero che “vuoi bene più al tuo gatto che a me?”: sputala questa verità!  

Bambini con la barba è una maschera per raccontare storie adulte dal retroscena innocente e allo stesso tempo storie di bambini che contengono già un Sé adulto (come direbbero gli psicologi) piuttosto sviluppato. Badiamo bene, esattamente in questa microfessura si inserisce Cose che non voglio, il dialogo Jazz Funky interno di un bambino un po’ cresciuto che fa a botte con ciò che è, e scalcia già in lui l’adulto del domani – ha perfino già la barba (il bambino). Il disco si chiude con Un finale, per l’appunto la descrizione di un finale piuttosto esistenziale supportato da un mood malinconico vagabondo.  

Il pezzo forte dell'album è senza dubbio Maestra che ripercorre in un flashback tutti i trascorsi di un adulto ancora purtroppo alle prese con le proprie paure da ragazzino. Il testo cantato con dolcezza estrema ma convinta, porta alla luce tutta la bellezza dell’innocenza di quando si è inconsapevoli, anche dei propri talenti. Il bambino cresce ed ha voglia di riscattarsi. Qual è l'epilogo del brano? Il brano in crescendo esplode in un solo di sinth prima di concludersi.  

L’album ci regala ben due bonus track. Nel fare musica la band ha saputo anche vedere la vita con gli occhi di chi non sempre è disposto a scherzare, ed è il caso di Abbraccialo per me, brano omonimo al film di Roberto Sindoni. La storia è quella di Francesco, un ragazzo con disabilità intellettiva e quindi considerato “matto”, ma con la grande passione per la musica e con il sogno di diventare un musicista. A concludere il tutto una nuovissima versione di Storie con le favole, non un inedito ma una new version di un vecchio brano, questa volta degno da far da spalla ad uno alla Elio e Le Storie Tese.  

Dire le cose vere non vuol dire per forza raccontarle seriamente. Questo può accadere solo se necessario. Album coraggioso e sbarbatello. Voto 8+

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