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Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

sabato 30 luglio 2016

Giovani e lavoro:
un binomio... da sogno

di Gabriele Beltrami

Giovani spaesati e sballottati, che stentano a decollare nel mondo del lavoro. Questo il quadro confermato dai dati Istat, e da un'esperienza di ascolto dei giovani promossa dal Comune di Roma

giovedì 16 febbraio 2012



Enrico Giovannini, presidente dell'Istat

«Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso, nella stessa città e magari accanto a mamma e papà, ma occorre fare un salto culturale», queste le parole del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, che ai primi di febbraio dipingeva i giovani italiani come "mammoni", scatenando violente reazioni su più fronti. Ma già Tommaso Padoa Schioppa, qualche anno fa, non era stato da meno, definendoli "bamboccioni".
Al di là delle battute "ad effetto", ci troviamo di fronte ad una faccia della crisi che, a leggere i dati Istat, denuncia come dopo un già deciso calo dell'occupazione dei giovani nel biennio 2009-2010, la fascia tra i 18 e i 29 anni continua a registrare un trend negativo.

Nella media dei primi tre trimestri del 2011, l'occupazione giovanile ha subito una flessione del 2,5% , pari a circa 80 mila unità con un tasso di disoccupazione sceso dal 20,5% del primo trimestre 2011 al 18,6% del terzo trimestre, rimanendo almeno 11 punti percentuali al di sopra di quello complessivo. Le cose peggiorano decisamente, però, se consideriamo la fascia di età 15-24, come proposto dall'Unione europea, con una disoccupazione che sale velocemente al 31%, la più alta dopo la Spagna. La distanza del Belpaese dai principali paesi europei nei tassi di occupazione, mostra come, nonostante i progressi compiuti, la tendenza è estremamente volta al segno negativo.

Il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso di un'audizione in commissione Bilancio tenutasi oggi, 16 febbraio, alla Camera dei Deputati, ha sottolineato che per definire le strategie complessive per l'occupazione del mondo femminile, ad esempio, «è necessario affrontare le criticità del rapporto delle donne con il mercato del lavoro», citando «una difficoltà delle donne a permanere sul lavoro in concomitanza con una gravidanza». Si tratta delle cosiddette "dimissioni in bianco" giunte ormai a quota 800 mila.

In questo senso si può leggere il tour romano "Se non tu chi?", promosso dall'assessore alla famiglia e ai giovani Gianluigi De Palo nelle periferie romane, per raccogliere proposte e osservazioni sul proprio quartiere, sul proprio futuro in tempo di crisi. I giovani provano non senza difficoltà a raccontare le loro esperienze di vita, a formulare timidamente le loro proposte.

«È stato un vero e proprio brainstorming a domicilio, per offrire l'opportunità di ascolto con proposte, idee e nuove sfide» ha commentato l'assessore alla famiglia De Palo. I finanziamenti - pari a 1,5 milioni di euro - che l'assessorato ha messo a bando intendono sostenere alcune esperienze per accedere al mondo del lavoro, come attività teatrali, artistiche e musicali.
«La crisi si vince con il coraggio e se non si ha coraggio da giovani, quando? afferma De Palo, non nascondendo che ha avuto l'impressione durante i cinque incontri di una scarsa progettualità nei ragazzi. Per questo con forza ha insistito a reibadire che «è importante non aspettare, è questo il momento di agire. C'è tanta sfiducia, ma si può ancora andare oltre gli schemi: dall'indignazione alla non rassegnazione, bisogna fare uno scatto. Non dobbiamo lasciare che si crei una crisi di fiducia nella vita: è questa la nostra sfida educativa».

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