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Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

sabato 05 settembre 2015

Canone Rai: di tutto di più!

di Ermanno Giuca

L'azienda di Viale Mazzini prima richiede il pagamento del canone per gli esercizi commerciali che posseggono anche un solo pc, poi fa marcia indietro.

lunedì 27 febbraio 2012



Il modulo di pagamento su c/c postale per l'abbonamento Rai

Mamma Rai stavolta l'ha combinata grossa! I nuovi bersagli aziendali quest'anno sono stati le imprese e gli esericizi commerciali i quali, nei giorni scorsi, hanno ricevuto una lettera dalla direzione centrale con l'invito a sottoscrivere l'abbonamento speciale Rai.

«La informiamo – si leggeva nella comunicazione – che le vigenti disposizioni normative impongono l'obbligo del pagamento di un abbonamento speciale a chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell'ambito familiare, compresi computer collegati in rete indipendentemente dall'uso al quale gli stessi vengono adibiti»

Dunque qualsiasi esercizio commerciale, che detiene un solo dispositivo elettronico adibito a ricevere trasmissioni televisive RAI e non, tramite piattaforma web (qualsiasi pc o tablet connesso a internet può farlo), è obbligato per legge a sottoscrivere l'abbonamento speciale il cui importo parte da un minimo di € 200,91 fino ad un massimo di €6000.

Non sono tardate le polemiche sia sul web, che nei corridoi di Montecitorio. Su twitter grande boom mediatico di cinguettii, sul tema, intorno all'hashtag (parola chiave) #raimerda. Giancarlo Sangalli, senatore del Pd in un comunicato ha affermato «Si sta veramente esagerando. Presenterò un'interrogazione al presidente Monti nella sua qualità di ministro dell'Economia. In un momento di così grave difficoltà per numerose imprese, l'imposizione dell'ennesima tassa è del tutto fuori luogo». Dura anche la reazione della Lega che, con Giancarlo Vaccari, capogruppo della commissione bilancio avverte:«Se la Rai dovesse insistere su questa gabella chiederò al ministero dell'Economia di congelare i soldi del canone fino a quando da viale Mazzini non fanno un passo indietro».

Nel bel mezzo della bufera mediatica la risposta di Viale Mazzini fortunatamente non è tardata ad arrivare. In un comunicato dello scorso 22 Febbraio l'azienda precisa: «A seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il ministero dello Sviluppo Economico la Rai precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone. La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage )»

Restano comunque delle incongruenze: la lettera inviata ai contribuenti, infatti, parlava di «pc collegati in rete indipendentemente dall'uso al quale vengono adibiti» e non specificava «l'utilizzo esclusivo come televisori». In definitiva a sottoscrivere questo abbonamento speciale saranno solamente coloro che espongono contenuti televisivi orientati direttamente al pubblico attraverso schermi elettronici o videoterminali come accade nei supermarket o nelle farmacie.

Un semplice errore di comprensione o una nuova strategia aziendale per fare cassa in tempo di crisi? Questo non lo sappiamo, certo è che se la Rai orientasse i fondi recuperati dal canone per un reale «servizio pubblico» tutti saremmo più soddisfatti a pagare questo tributo.

Forse è per questo che mamma Rai da cinquantotto anni recita lo stesso slogan: di tutto di più!

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