Young4Young
Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

martedì 21 ottobre 2014

Vivere con la tecnica, senza farsi schiavizzare

di Fabiana Silenzi

Per Sergio Rondinara, presente al Convegno "Web 2.0 educazione e comunicazione", la tecnologia domina tutti i campi dell’attività umana. La sfida: recuperare la propria interiorità

venerdì 20 aprile 2012



 â€œWeb 2.0 educazione e comunicazione: nuove sfide personali e collettive”, questo il convegno iniziato oggi presso l’Università Pontificia Salesiana, organizzato dalle facoltà di Educazione, Comunicazione e Filosofia. Il primo relatore a prendere la parola è stato Sergio Rondinara, laureato in ingegneria nucleare, licenziato in filosofia e teologia, intervenuto sul tema filosofia e web 2.0.
 
«La filosofia e il web 2.0, a prima vista, non mostrano una perfetta unione. Per spiegarli dobbiamo partire dal concetto di tecnica e tecnologia. La tecnica è volta a migliorare le condizioni di vita dell’uomo. Esiste da quando esiste la cultura e aiuta la persona ad aprirsi al mondo, permettendole di abitare la terra. Ultimamente l’uomo non fa altro che sfruttare la tecnica, connotandola in ruolo negativo: uno strumento di aggressione».
 
«La tecnologia è invece la scientificizzazione della tecnica. Per più di un secolo abbiamo nutrito fiducia nella tecnica. Ma da alcuni anni sono nati molti dubbi a riguardo. Dubbi sempre più inquietanti che si stanno trasformando in un coro di critiche. Siamo immersi in una miscela culturale, ma c’è una spaccatura tra il guardare indietro e l’essere protesi verso l’avanti. Il progresso economico-sociale ha portato il predominio in tutti i campi dell’attività umana».
 
«La nostra è un’epoca di transizione, caratterizzata oggi dal dominio della tecnica, che è diventata fine delle nostre azioni, da schiava a padrona. La sfida: il recupero della propria interiorità, del centro della nostra intelligenza, per recuperare la nostra anima».
 
Il termine comunicazione oggi sembra non rispettare più la connotazione positiva propria e intrinseca nella sua etimologia. «Oggi il comunicare non si intende più come un processo tra due o più persone, ma è ridotto solo alla transizione di un messaggio, non a caso si sente sempre più parlare di comunicazione pubblicitaria, soprattutto in riferimento alla politica. L’interlocutore del comunicare è un target, un bersaglio da colpire, non si considera più il valore della persona. L’innovazione del web 2.0 arricchisce la tematica. I social network potremmo definirli una base relazionale. Ma sono capaci di istaurare relazioni umane autentiche? O solo di sostenere una relazione già esistente riducendo la distanza tra gli interlocutori? I social network danno il meglio di sé quando le persone che li utilizzano hanno già un rapporto personale».

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