Young4Young
Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

mercoledì 17 settembre 2014

Il web mette le vite in movimento

di Antonino Garufi

I nuovi movimenti, che si servono del web per organizzarsi e crescere, hanno una dimensione esistenziale, prima che politica. Ma con la creatività comunicano con molti, cosa che le forze politiche tradizionali non sanno fare

sabato 21 aprile 2012



foto: manifestazioni spagnole

La seconda giornata del convegno "Web 2.0, educazione e comunicazione" realizzato all'Università Pontificia Salesiana ha visto come primo relatore Leonidas Martin Saura. L'artista laureato in belle arti e professore di audiovisivi, nuove tecnologie ed arte-politico all'Università di Barcellona ha proposto una riflessione sui momenti di agitazione collettive e le loro relazioni con la tecnologia odierna.

Partendo dalla visione di un'immagine cruda dell'attentato a Madrid nel 2004, ha tracciato le relative connessioni politiche. A queste ultime ha legato le manipolazioni mediatiche che i mezzi di comunicazione di massa (quotidiani e riviste spagnole) hanno attuato per informare la popolazione spagnola e il mondo intero.

La guerra all'Iraq era già "scoppiata", il clima ispanico era "sotto elezioni" e l'opinione pubblica sapeva con chiarezza che a sferrare l'attentato nella Capitale non era l'ETA come informavano erroneamente i mezzi ma l'associazione araba Al-Qaeda. Nasce così il movimento sociale 13M, nata proprio il giorno prima delle elezioni; esso non aveva una ideologia alle spalle, non era supportata da pensieri utopici ma da obiettivi concreti. Le questioni interessavano aspetti esistenziali e politici, adulti e giovani iniziarono a coalizzarsi, iniziarono un cambio reciproco di sms e catene di e-mail che supportavano questa forte identità.

Un'altra caratteristica importante di questo movimento era la creatività dei partecipanti; Martin Saura afferma "Iniziammo a generare nuovi linguaggi, nuove forme per esprimerci". Uno degli slogan più chiari e creativi fu: "Domani votiamo, domani vi cacciamo via".

Da questo movimento nascerà poi il “Movimento per una casa dignitosa per tutti”. L’idea molto forte pensata e realizzata dai partecipanti era quella di ricordare l’articolo 47  della Costituzione Spagnola, che afferma il diritto alla casa. Il logo delle manifestazioni era appunto una casa stilizzata con un 47 nero all'interno. La via mediante la quale si trasmettono informazioni è la posta elettronica e ci si organizza per scendere in piazza proprio il 16 Aprile 2007 (tre anni di distanza della prima manifestazione). Lo slogan realizzato fu: “no vas a tener una casa en la puta vida”.

Per descriverlo il giovane professore chiarisce: «È uno slogan che non afferma, ma nega. Uno slogan che coinvolge (è scritto in seconda persona), vale per tutti, non è di destra né di sinistra. Si riferisce ad un tu, ad un noi intimo più che politico. Non apre alla speranza (a differenza di quelli di Obama), o a un futuro o a un’alternativa (“un altro mondo è possibile”). Indica un problema personale, non una questione sociale».

I media spagnoli hanno definito il movimento come "I ragazzi delle sedute" poiché forma di manifestazione era proprio quella non violenta di sedersi tutti insieme nelle piazze più grandi del territorio spagnolo. In Spagna, lo slogan di questo movimento lo si trova ovunque, nella rete e perfino nello sport e nei programmi tv.

Il colore che predomina in queste manifestazioni è il giallo; un giallo apolitico ma con una identità specifica di gridare il pragmatismo concreto dell'attivismo umano non violento, rumoroso e presenziale. Il movimento è stato costretto a chiedersi cosa fare: «Era necessario urlare più forte lo slogan». 

Organizzato un contest del grido, hanno cercato di presentare il progetto anche a il Guinness World Records ma questi ha rifiutato. Non si sono scoraggiati, hanno continuato il loro progetto per certificare la loro forza. Web e Blog sono stati in loro aiuto, telecamere e video montaggi amatoriali hanno fatto sì che il progetto si realizzasse.

Ancora oggi i movimenti sociali si spostano dalla piazza vera e propria a quella virtuale, occupando ad esempio Wall Street e parlando al mondo con i linguaggi propri della nuova tecnologia (hastag e tweet).

La prossima convocazione è per il 12 maggio, “Democrazia real ya!» è lo slogan.

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