Young4Young
Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

sabato 20 settembre 2014

Missione coinquilino: come sopravvivere alla giungla

di Rita Dal Canto

Il 20,5 percento della popolazione studentesca in Italia vive fuori dal nucleo familiare di riferimento. Ecco un decalogo di sopravvivenza

mercoledì 23 maggio 2012



Due anni fa.
Domenica mattina, ore 9.00.
Primo weekend da fuori sede. Buongiorno Capitale.
Manico della caffettiera: abbrustolito. Latte: scaduto. Supermercato sotto casa: chiuso. Scorte di cantuccini fatti in casa da nonna: divorate prima del previsto. 
Odiato aspirapolvere materno delle 7.30, puntuale sveglia dei giorni festivi, mi manchi.
Giulia abbozza un sorriso di conforto e mi passa la sua scorta di cartellate, dolce pugliese, ed una tazza d'orzo. Comincio a ridere.
19 anni. Bilancio di aspirata libertà ed indipendenza: una catastrofe.

Nel 2010 a Roma sono stati 190mila i giovani che, come me, hanno affrontato il trauma del primo giorno festivo lontano dalla famiglia di origine. Tutti sopravvissuti.
I veterani di questa esperienza, coinquilini già svezzati dal tempo e dalle abitudini, prendono i novellini spauriti sotto la loro ala e cercano di spiegare i punti salienti del vivere fuori sede.

La prima difficolt√† √® trovare un appartamento. Gli affitti di Roma sono tra i pi√Ļ cari in Italia: si passa da una cifra mensile come 280-350 euro per una stanza doppia fino a sfiorare quote come 400-520 euro per singola, a seconda della zona in cui si trova la casa. A questo √® necessario aggiungere i costi per mantenersi fuori casa e le spese triplicano. Stessa storia se si decide di affittare un appartamento in 3 o 4 persone. Il costo totale √® di circa 1200-1400 euro, pi√Ļ dello stipendio di un impiegato medio, guadagno netto per il padrone di casa che, se non registra il contratto, non paga n√® tasse n√® costi amministrativi. La spesa dell'appartamento, se non registrata, non √® nemmeno detraibile dal 730 dei genitori: lo studiare fuori diventa quindi per il nucleo familiare di partenza un vero e proprio investimento, ripagato solo da titoli accademici e, quando va bene, dalla renumerazione proveniente da lavoretti part- time.

Anche stipulare un contratto d'affitto √® un'impresa titanica.
Nella capitale, il 70% degli studenti fuorisede è in nero, solo il 30% stipula un contratto regolare (dati ISTAT, 2011), spesso si preferisce rimanere in nero perchè si spende meno a scapito però della sicurezza personale, sia nei confronti degli studenti che dei padroni di casa.
Trovarsi d'accordo con i padroni di casa pu√≤ non essere facile: dalla signora che affitta solo la stanza, al padrone di casa che affitta l'appartamento intero a spese dei singoli studenti con divisione della quota, le regole variano a seconda di chi si trova a contrattare ed √® fondamentale, per evitare spiacevoli sorprese, essere chiari sulla divisione delle bollette, su chi deve pagare condono, tassa sulla spazzatura, condominio, fin dalla stesura del contratto, ammesso che tale contratto venga effettivamente stipulato e non rimanga a voce. In quest'ultimo caso, le garanzie che avete sono pressoch√® nulle, quindi attenzione al rapporto che avete con i proprietari dell'appartamento...

Una volta chiarita la divisione con i padroni di casa, pensate a dividervi le incombenze anche con i coinquilini: la doccia fredda delle nove di sera, causata da uno scaldabagno dimenticato spento per tutto il giorno, molto spesso crea panico in casa e potreste per vendetta ritrovarvi il giorno dopo sacchi di immondizia che aspettano solo voi per essere buttati.

Le regole non scritte per la convivenza standard, riconosciute da tutti i "soldati" del fuori sede sono le seguenti:
1) Turni di pulizia. Necessari se non volete ritrovarvi la casa sepolta da cumuli di polvere e formiche. Il bagno e la cucina sono gli spazi comuni da dover pulire costantemente: armatevi di secchiello, paletta, candeggina e tanta pazienza, ma pulite, e ricordate che i piatti non si puliscono da soli, quindi se la sera preparate cene succulenti non dimenticate la montagna di piatti nel lavello fino a colazione. Non preoccupatevi: la tenuta da Cenerentola disperata fa tanto chic.
2) Scomparti frigo. Anche se avete fame come una truppa appena tornata da una ricognizione nelle foreste dell'Amazzonia, ricordatevi di non fare spesa per l'esercito
e rispettate le zone del frigo equamente divise tra i coinquilini. Eviterete così discussioni ed imparerete ad organizzarvi i pasti. Attenzione alle scadenze dei prodotti.
3) Orari. Solitamente entro mezzanotte i rumori in casa si dovrebbero limitare al russare, quindi evitate musica a tutto volume o discussioni al telefono dopo tale ora. Per il russare dei coinquilini, i tappi fanno miracoli. Evitate di darvi lo smalto sulle unghie alle 2 di notte, se soffrite di insonnia studiate in cucina.
4) Feste. Che sia un pranzo veloce o una festa di compleanno, prima di invitare persone estranee chiedete sempre ai coinquilini il permesso. La gentilezza ed il rispetto sono fondamentali esempi di serenità familiare.
5) Doccia e affini. Sempre legato ad un discorso di orario, evitate di fare la doccia ad orari notturni, lo stesso vale per la lavatrice: stendete i panni in orari consoni ed avviatela con rispetto degli altri.
6) Studio. Cercate di lasciare ad ognuno il proprio posto adatto per studiare. Se la vostra coinquilina preferisce studiare in cucina, voi studiate in camera. Problema ridotto per chi possiede una stanza singola.
7) Sveglia. La prima sveglia √® meglio metterla come vibrazione al cellulare, per evitare sobbalzi del malcapitato che dorme accanto a voi. Evitate suoni troppo forti.
8) Ospiti. Solitamente, come si dice, dopo tre giorni il pesce puzza, l'ospite pure. Non vale dunque approfittare della visita genitoriale per risistemare casa. Buonsenso e cortesia sono prerequisiti fondamentali in questo argomento.
9) Trasporti. Solitamente gli autobus della Capitale sono sempre in ritardo, tenetene di conto prima di discutere con il vostro coinquilino se non è tornato all'ora prestabilita. Lo stesso vale per gli spostamenti verso e dall'università: considerate sempre il traffico cittadino e la metro in continua, eterna, ferma espansione. Il costo dei trasporti è molto alto, la tariffa valida per 45 minuti su autobus e metro è di 1,50 euro.
10) Divertimento. Roma è la città che non dorme mai: riuscire a studiare e ritagliarsi spazio per andare a mostre, concerti, pub e svagarsi è normale.
Invitate anche i coinquilini: il divertimento raddoppierà, la conoscenza pure.
Magari si creano amicizie profonde. Novellini e veterani insieme.

L'amicizia √® una gioia tale che permette di vivere con altre persone in armonia, regolandosi sull'affetto e rispetto reciproco. Vi sentirete allora come a casa vostra, in famiglia, una famiglia alla pari, un po' allargata. Mangerete cibi strani, etnici, e diventeranno parte di voi. Avere la febbre non sar√† come essere appestati, sarete ricoperti da attenzioni sincere, anche se niente pu√≤ sostituire una mamma apprensiva che vi chiama ogni minuto per il famoso maglione di lana e la sciarpetta ricostituente anche in pieno agosto, e non preoccupatevi se il morale √® a terra per lo studio eccessivo. Una tazza di caff√® in compagnia risolve sempre tutto.
Se trovate amicizia, dimenticate tutte queste regole. Non vi serviranno. 

Siete anche voi fuori sede?

Informazioni pi√Ļ approfondite:

mobilità: ATAC

casa: STUDENTI.IT 

qualità della vita studentesca: FEDERCONSUMATORI

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