Young4Young
Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

lunedì 01 settembre 2014

Senza apostrofo ma coi puntini

di Gian Carlo Olcuire

Messaggio anonimo n. 1

martedì 05 giugno 2012



Disegno di Saul Steinberg

Roma, Via Madonna del Riposo. Tra le auto parcheggiate, una si fa notare. Da molti mesi le manca un vetro: al suo posto c’è del cellophane attaccato con lo scotch e, sul cellophane, un foglietto con la scritta «Sti figli di…..». Senza apostrofo e con cinque puntini. Proviamo a metterci nei panni di ’sto proprietario. Diciamo ’sto perché è facile che sia uno solo, mentre lui, usando sti, è certo che il colpevole non sia solo: che li abbia visti? Ignoriamo se abbia sporto denuncia contro ignoti. Ma capiamo quanto sia stata forte la tentazione di apostrofarli. Poi, all’improvviso, fine delle ostilità. Come se si fosse pentito. Avrà pensato: «Se li apostrofo, non restituisco colpo su colpo ai colpitori, lontani magari mille miglia. Colpisco soltanto il passante, come una pallottola vagante. Meglio uno sparo a salve». Così ha ritirato ogni apostrofo, senza rinunciare a lasciare un messaggio. Peraltro senza indirizzo. Merita un applauso – anche questo senza indirizzo – la decisione di trattenere l’ira, di bloccare il giudizio, di non mettersi sullo stesso piano dei colpitori. Forse quel figli avrà ricordato pure a lui d’essere figlio. Mai come in questo caso sono da apprezzare i puntini di sospensione.

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