venerdì 24 maggio 2013
venerdì 24 maggio 2013
PubblicitĂ : ci vogliono tette e luoghi comuni, se non c'è creativitĂ
di Antonino Garufi
Il corpo delle donne usato come oggetto, un'idea dell'Italia ormai superata, un'azienda recidiva nell'affidare la propria immagine a questi espedienti di bassa lega...


Parlo da
studente universitario siciliano, fuori sede a Roma da circa due
anni, che tocca la terra isolana in media tre volte l'anno: Natale,
Pasqua e vacanze estive. Normalmente mi sposto utilizzando la via
aerea e poche volte la rete ferroviaria. Non voglio qui disquisire
sulle comoditĂ offerte dai sistemi di viaggio e neppure sulle tre
alternative che mi permettono di giungere nella mia terra natia. Di
opzioni ne ho presentate solamente due, perché è sulla terza che
vorrei riflettere con voi, miei lettori: la via del mare.
Non sono al
corrente di rilevamenti statistici del numero di persone che scelgono
di spostarsi dalla penisola in maniera marittima, né sono
informato su quante persone preferiscono questo tipo di viaggio agli
altri. Ho avuto modo però di studiare i fondamenti delle teorie e
tecniche della pubblicitĂ con i suoi canoni etici e deontologici.
Sicuramente vi sarete chiesti: "E questo cosa c'entra?".
Nel discorso, a mio parere, c'entra eccome !!!
Da qualche
giorno si vedono grandi manifesti (6x3), sulle strade di Roma; un
vecchio marinaio dalla barba bianca con una polo blu firmata TTTLines
è in piedi fra due donne avvenenti. La TTTLines S.p.A. è una
compagnia di navigazione di rilievo nazionale, tradizionalmente
operante nel trasporto merci che ha attivato, da alcuni anni, un
servizio di linee passeggeri e merci dirette da Napoli a Catania e
viceversa. Le campagne sono state curate dalla "Fabris adv"
operante nel campo dell'advertising dal 1975.
Il
cartellone pubblicitario in questione presenta: a sinistra, una donna dal biondo capello, vestita di
bianco con un foulard e una borsa verde, accarezza
la guancia destra dell'uomo. Alla nostra destra invece, un'altra
donna vestita di nero, con un velo dello stesso colore, ha i tratti
somatici del Sud: piĂą scura di carnagione e capelli scuri. Lo
slogan è: "Contribuiamo a tenere l'Italia unita tutti i
giorni".
Come al
solito, stereotipizzare il Sud e il Nord del nostro Bel Paese è
facile, molto piĂą facile di metter su una campagna creativa, che
funzioni senza l'ausilio di cliché triti e ritriti. Stereotipo che
offende!
Una campagna
pubblicitaria dallo stile recidivo, perché non è la prima volta che
questa ditta di trasporti gioca con la pubblicitĂ utilizzando doppi
sensi e riferimenti fallici o addirittura ad unico senso (si ricordi
la campagna del 2008 con lo scatto fotografico del seno di una donna
che andava a raffigurare i due vulcani: il Vesuvio e l'Etna).
Il panorama
partenopeo e siculo si vedono uniti dal percorso NAPOLI-CATANIA e
CATANIA-NAPOLI proposto quotidianamente dalla TTTlines. Questo tipo
di pubblicitĂ , non fa altro che aumentare il tam-tam mediatico (giĂ
scoppiato nel 2008) di critiche e commenti. Anche questo un classico:
c'è a chi piace e a chi no. Ma ancora una volta il corpo delle donne
è usato come un oggetto. Il discorso si amplierebbe, se facessimo
opportuni collegamenti agli eventi del capitano della Concordia ed il
suo rapporto con le donne, o al piĂą filosofico crollo dei valori
della societĂ post-moderna.
Continuerò
a manifestare il mio dissenso per questi materiali "osceni"
per non cadere intrappolato nella spirale del silenzio!
@tgarufi