Young4Young
Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

sabato 20 settembre 2014

Maleduca(ca)te

di Gian Carlo Olcuire

Messaggio anonimo n. 7

lunedì 23 luglio 2012



Disegno di Saul Steinberg

È frequente, nelle toilette, trovare inviti dolci: «Si prega di lasciare questo luogo come vorreste trovarlo» o «La migliore mancia è il rispetto di questo ambiente». A contatto col peggio di noi, è facile abbrutirsi e dimenticare le regole del convivere: succede anche nelle migliori famiglie (vedi chi la fa fuori del vaso, chi non usa lo spazzolone o chi non lascia carta igienica per il successore al trono).
Ma quando si passa alle deiezioni canine, il tono soft scompare e l’animalità altrui porta alla ferocia: «Al gentile padrone del cagnetto: fai più schifo di quello che non hai raccolto». C’è persino chi ha pensato di procurarsi degli spilloni, come quelli infilzati nei formaggi col cartoncino del prezzo. Solo che questi non si infilzano nei formaggi e, al posto del prezzo, hanno la frase: «Io sono ancora piccolo. Quello grande e grosso è il padrone del cane». Infine la migliore, per eleganza e discrezione: «Sei ciò che lasci». Quasi un invito a fare testamento.
Per fortuna c’è chi è più tenero e ha preparato un poster con un cane sorridente che implora: «Ho bisogno del tuo aiuto per non lasciare la cacca sul marciapiede». Oppure ha raffigurato un cane seduto sul water, con la scritta (vista a Pergine Valsugana): «Vorrei fare tutto a casa, ma il mio padrone, maleducato, non me lo permette».

Lingue madri e lingue matrigne

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