Young4Young
Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

sabato 29 agosto 2015

Uno stupore venuto da lontano

di Gian Carlo Olcuire

Messaggio anonimo n. 8

lunedì 30 luglio 2012



Disegno di Saul Steinberg

Centinaia di orsetti, legati a dei piccoli paracadute, sono stati lanciati sulla Bielorussia: portavano, appesi al collo, dei cartellini di protesta con scritte inneggianti alla libertĂ  e al rispetto dei diritti.
Di tanto in tanto si legge di un messaggio portato da un palloncino a decine di chilometri di distanza, o a centinaia, o a migliaia. Rintracciato da qualcuno che, pur parlando un’altra lingua, capisce la buona intenzione, o la mano tesa, o lo spirito di pace. E ne è felice, come quando si trova qualcosa di prezioso senza averlo cercato: un soldino, o un porcino, o persino un tesoro.
Ma non a tutti è dato, o era dato, o sarà dato, di avere a disposizione un palloncino da lanciare in cielo. O una bottiglia da lanciare in mare. O un orsetto di peluche da lanciare col paracadute.
C’era un ragazzo – mettiamo che si chiamasse Vincenzo, o Vince, o Enzo – a cui piaceva lasciare messaggi. Dopo averli scritti li chiudeva in una bottiglietta, o in una scatolina di latta, o in una bustina di plastica. Poi li deponeva sotto un cumulo di pietre, o nella fessura di un muro a secco, o nella terra di un vaso. L’idea non era originale: forse l’aveva presa da un libro, o da un film, o da un amico. E non era importante il contenuto del biglietto: forse riportava soltanto una data, o un nome, o un augurio.
La cosa più bella erano gli occhi di Vincenzo, o Vince, o Enzo, che pregustavano quelli di un altro ragazzo, o di un adulto, o di un anziano, nel trovare il messaggio, magari vent’anni dopo, o cinquanta, o cento. E nel prorompere in un «o-o-o».

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