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giovedì 30 ottobre 2014

GMG 2011. Madrid è più ricca di prima

di Gabriele Beltrami

Dopo la Giornata Mondiale della Gioventù, si tirano le somme dell'evento: la Spagna ne esce confermata nella fede e rinsaldata nelle finanze. Grazie ai papaboys da tutto il mondo.

venerdì 26 agosto 2011



Una immagine della veglia a Cuatro Vientos, alle porte di Madrid

Caldo, tanto e afoso e qualche basilare disservizio; un milione e mezzo di persone in giro per tutta Madrid; l'ombra di un albero ricercata come ancora di salvezza assieme all'acqua; la gioia incontenibile dei giovani che si incontrano per le strade; la fede, anche piccola, nel cuore di ognuno, che supplisce al fisico esausto. Ecco alcuni degli ingredienti basilari della XXVI edizione della Gionata Mondiale della Gioventù di Madrid, in Spagna.

Chi l'ha vissuta, come me, in prima persona, per le "calles" e "plazas" della capitale iberica, sa di cosa sta parlando, ed ogni elemento citato è legato a ricordi indelebili.
Al grido di: «Esta es la juventud del Papa!», i giovani da tutto il mondo hanno ribadito la voglia di esserci, di farsi sentire, di non cedere alle troppo facili, generiche e fredde conclusioni che li vedono girovaghi persi in questo mondo.
Piuttosto essi si riconoscono come pellegrini: ecco la parola che meglio potrebbe definirli. Il vissuto di ciascuno, in queste giornate madrilene, mostra il volto di una Chiesa viva e non defunta o sepolta, e ciò anche nonostante le aperte critiche, espresse durante i giorni della visita del Papa, da alcuni gruppi di cittadini ed attivisti spagnoli.

Un arricchimento indubbio, perciò, nell'ambito spirituale, se si ascoltano anche solo alcuni dei 90.000 giovani spagnoli che hanno detto sì all'invito del pontefice, impegnandosi anche come volontari per la buona riuscita dell'evento. La Spagna cattolica vuole risollevarsi e attivarsi su vari fronti, lo si è visto nei mesi trascorsi con la vicenda degli "indignados", ed i giovani ne sono il naturale motore.

Un arricchimento, però, anche per le finanze dello Stato, che è stato stimato a 100 milioni di euro, ma forse anche di più, secondo El Pais, uno tra i principali quotidiani spagnoli. Tra tante misure restrittive, che anche la Spagna sta prendendo per fronteggiare la crisi, questa sembra essere stata la più indolore per il popolo iberico, a parte forse un po' di caos per una settimana, ripagato, ci auguriamo, dai sorrisi, lo spirito di sacrificio, le canzoni e la voglia di celebrare la vita regalati dai giovani di tutto il mondo.

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