Young4Young
Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

sabato 26 luglio 2014

Perché ha successo Tex, l'uomo senza se e senza ma

di Federico Ventagliò

Senso della giustizia, rispetto delle regole, ottimismo: forse è per queste sue caratteristiche che il ranger continua ad avere successo, dopo decenni di vita

venerdì 07 ottobre 2011



Sergio Bonelli con un albo di "Tex"

E' venuta voglia di rileggere "Tex", e di capire le ragioni del suo successo, dopo la morte di Sergio Bonelli, uno dei più celebri nomi nel mondo dei fumetti, noto e stimato anche fuori dai nostri confini. Bonelli è morto all'ospedale Sano di Monza, il 26 settembre scorso, a seguito di una malattia che lo aveva colpito solo pochi mesi fa. Lascia la moglie e un figlio, Davide, responsabile del settore marketing dell'azienda editrice  Sergio Bonelli Editore.
Sotto lo pseudonimo letterario di Guido Nolitta, che adottò per evitare di essere confuso col padre, decise di continuare la sceneggiatura di "Tex", celebre rangers, nato proprio dalla fervida fantasia del padre Gian Luigi.

Il personaggio di Tex, ideato dalla penna di G.L. Bonelli e dalla matita di Aurelio Galleppini, nasce inizialmente come hobby, che i due amici portano avanti, nei momenti di pausa, tra un caffè e l'altro, perchè impegnati nella stesura di "Occhio Cupo", un altro fumetto su cui i due puntano decisamente, ma che non riscuoterà grande successo. Infatti la sua pubblicazione verrà interrotta dopo soli sei titoli.

Inaspettato, ma gradito, fu il successo che riscosse Tex fra i lettori dell'epoca, e fra quelli che si sono avvicendati in oltre mezzo secolo. Pubblicato per la prima volta il 30 settembre 1948 nel formato striscia, è letto tutt'oggi da oltre un milione di lettori.
Straordinaria la somiglianza Tex stesso e Sergio Bonelli, non tanto per tratti fisici o somatici, bensi in quanto a ideali: il desiderio di equità dinnanzi alla legge, la volontà di perseguirla anche con mezzi poco ortodossi, qualora i fini lo impongano, l'ottimismo anche di fronte a situazioni critiche.
In un'intervista rilasciata al Tg1, Bonelli affermava che durante la stesura degli episodi si identificava sicuramente nel personaggio che curava.

Tex, negli anni, è stato anche sovente accostato all'uno o all'altro orientamento politico, ma Bonelli ha più volte ribadito di essere estraneo e diastaccato da qualsivoglia schema politico.
L'unico obiettivo del ranger texano è infatti quello di combattere le angherie e i soprusi, e di far trionfare la giustizia,non importa se si debba combattere contro politici, indiani ribelli, o qualsiasi tipo di bandito.
Nelle sue imprese, Tex si avvale del supporto fornito dal piombo caldo della sua Colt calibro 45, con cui si protegge dai numerosi nemici, che avrebbero piacere nel vederlo "sotto due metri di terra fresca", ma può soprattutto contare sull'appoggio dei suoi tre inseparabili pards: Kit Carson, suo figlio Kit e e il navajo Tiger Jack. Con questi condivide la maggior parte delle peripezie e delle avventure, e spesso e volentieri ci ha regalato divertenti scambi di battute con l'amico Carson definendolo "inguaribile pessimista" o "uccello del malaugurio" , salvo poi risolvere i comici confronti "davanti a una montagna di patatine fritte".

Decisamente variabili gli scenari, sui quali il ranger è chiamato ad agire: dal tipico Far West dell'immaginario collettivo, alle distese innevate del Nevada, da isole sperdute a città enormi. Una variabilità che riguarda anche i nemici cui Tex ha dovuto fare fronte negli anni e nelle avventure:
dal suo accerrimo nemico Mefisto a suo figlio Yama, dalla Tigre Nera all'inafferrabile Proteus, giusto per citare alcuni di quelli che sicuramente saranno rimasti più impressi nelle menti dei lettori.

Malgrado Sergio Bonelli stia percorrendo adesso le celesti praterie (come gli Indiani delle sua avventure indicavano l'aldilà), la sua persona e il suo ricordo continueranno a vivere nei lettori grazie a Tex.

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