sabato 25 maggio 2013
sabato 25 maggio 2013
Caro Guccini...
di Antonino Garufi
Francesco Guccini pubblica un testo per la Mondadori: "Dizionario delle cose perdute". Lettera al cantautore italiano nella quale si da spazio anche al libro


Lei, scrittore e musicista italiano,âeterno studenteâ, ricordato da molti come il giovane della via bolognese âPaolo Fabbri 43â. âChierico vaganteâ e âbandito di stradaâ figlio dâuna casalinga e di un impiegato ha pubblicato, con il suo fare ironico e brillante, un compendio di circa 35 oggetti persi nel tempo, dimenticati ai piĂš: âIl dizionario delle cose perduteâ edito nella collana Libellule di Mondadori.
Francesco Guccini riesce ad elencare con piglio incalzante e con un fare storico dâautore diversi oggetti e atteggiamenti/modi di fare che si potevano trovare nel Bel Paese fino a qualche tempo fa.
Un esempio che io, nato nel 1991, non avrò modo di conoscere per esperienza diretta è la Topolino, che non è nĂŠ il personaggio dei Walt Disney nĂŠ il suo fumetto come avevo immaginato a primo acchitto, ma una macchina italiana. Vettura economica e alla portata finanziaria di tutti ma anche unâauto dalle linee snob ed eleganti che vantava di un passato di costruzione fascista ed un rinnovo nel primo dopoguerra per la piccola borghesia. Poi câè il âpreteâ che non è il prelato in talare nera di una volta come si potrebbe credere ma un oggetto atto a riscaldare il letto nelle gelide notti dâinverno: la versione analogica delle odierne termocoperte.
Un attacco di pura nostalgia è contenuta nellâinteressante parentesi dei giochi che i ragazzi e i bambini di una volta amavano costruirsi e inventare, per strada o in casa; i piĂš grandi invece si interessavano a produrre alcolici, liquori per lâesattezza.
Quella folta barba nera dei primi album, oggi è divenuta brizzolata ed è capace di farci assaporare un po' del passato, permettendoci un viaggio a ritroso nel tempo. Con i suoi occhi ed in diverse città italiane, Modena, Bologna fra quelle che ricordo.
Anche questo testo, carissimo signor Guccini, immagino lâabbia scritto in diverse di quelle notti, sempre solite, "da solo, con angoscia e un po di vino" come proprio lei cantava nellâAvvelenata. A presto, aspettiamo con gioia il suo prossimo album...
@tgarufi