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Facolta' di Scienze della Comunicazione Sociale

mercoledì 03 settembre 2014

Max Pezzali venti anni dopo: L’Uomo Ragno è rap

di Andrea Montesano

Un deca si può bruciare, la vita no. Provocazioni in musica e provocazioni in parole nell'ultimo cd di Max Pezzali

giovedì 21 giugno 2012



“Bassi Maestro sul micro per tributare il classico, lo storico, il mitico gruppo, e quando sono sulla Rotta per Casa di Dio penso sempre che ci sono OttocentoOttantaTre modi per festeggiare con noi…scegline uno” (Bassi Maestro in “6 1 Sfigato”).
Così narra un noto rapper Italiano alla fine di un brano del “nuovo” disco di Max Pezzali.

Era l’Estate del 1992 quando usciva “Hanno ucciso l’uomo ragno” , il singolo che, avendo dato anche il nome all’Album, avrebbe fatto impazzire i giovani di quella generazione, e non solo. Il 12 Giugno 2012, venti anni dopo (o “un decennio doppio” dopo, come afferma Dargen in “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”), è uscito l’omonimo album, ma questa volta Max ha dato un taglio decisamente diverso. La collaborazione infatti con i maggiori rapper del panorama italiano contemporaneo, dà al disco un sapore tutt’altro che vintage. Da J-Ax ai Two Fingerz, dai Club Dogo a Emis Killa, questi sono solo alcuni nomi di chi, con tecnica vocale arguta, riesce a conferire ai brani del disco quasi un altro sound.

Il nuovo disco contiene esattamente gli stessi brani di quello originale, quasi a simboleggiare un’apparente normalità; alla fine di ogni traccia però c’è una dedica o un augurio per il ventesimo compleanno dall’uscita di quella Hit, che ha marchiato a fuoco quel sapore Anni ’90, che è rimasto impresso in tutti coloro che l’hanno vissuto da protagonisti.

Ma il gioiellino dell’album sta nell’intervento concreto con il quale i vari rapper irrompono all’interno di ogni brano. Come schiuma poliuretanica, infatti, talvolta colpiscono in modo sottile, lì dove il testo originale dà spazio solo a intermezzi musicali. Con fare sarcastico ma veritiero parlano di un mondo giovanile italiano quasi in ginocchio, che “un deca”, oggi, non può fare altro che utilizzarlo per un’ebbrezza passeggera: «zero poesia, tu mandami via Con un deca, ora Con un deca vai via, è il grano che abbaglia ma questa è l’Italia quindi brucio sto Deca e mi accendo una paglia» (Con un deca – Max Pezzali ft Club Dogo).

Il ruolo della denuncia per eccellenza, urlata dall’uomo di oggi, continuamente manovrato da un cattivo Mangiafuoco, lo gioca però non uno dei brani, ma Il brano. «Hanno ucciso l’Uomo Ragno… no, hanno ucciso l’Uomo…punto!» Così parla Dargen, arrabbiandosi su chi ci condanna a vivere in questa società Baumaniana, dove assistiamo continuamente alla crisi interiore del proprio Io. Con la conseguenza che l’uomo, non ponendosi a priori l’esistenza di Dio, non lo cerca in alcun modo. E di fatti continua: «Hanno ucciso il congiuntivo, Dio ed ogni suo congiunto, hanno detto che è passato sì, dalla parte del torto, hanno intervistato il killer che ha risposto “..non ricordo..”».

Ma ecco che, però, dietro l’impatto di protesta emerge - anche da brani come Jolly Blue - quell’attimo di riflessione positiva e ottimista, classico inconfondibile nella stile di Max Pezzali. Il brano, infatti, prendendo spunto dalla sala giochi frequentata dalla cricca del cantante durante il periodo liceale, dĂ  una scossa ai giovani, con tanto di invito a non fermarsi a tutti quei beni materiali che possono intrappolare in uno sporco materialismo, ma di ricercare il senso vero e lo spirito di libertĂ , che caratterizza il giovane stesso per definizione. Ricordando di non giocare con quello che hanno di piĂą prezioso, la vita, Fedez afferma : «che sia la sala giochi o il bancone del bar, lĂ  è racchiusa la mia vita, ma che non finisce qua, il seme della vita è nel fiore dell’etĂ , ma non puoi capire un libro se lo leggi a metĂ , metti nella macchinetta i gettoni fra le dita, ma ora con lo stesso deca, ci fai solo una partita.»

Max ha prodotto anche un singolo con J-Ax, dal titolo “Sempre Noi” (facente parte dell’album), uscito il 25 Maggio 2012.

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