sabato 15 dicembre 2018
A Roma tutto bene con Brunori Sas
di Stefania Postiglione
Il racconto del concerto "A casa tutto bene" del 1 aprile all'Atlantico di Roma. Perché Brunori Sas, con la sua musica e la sua ironia, parla al cuore e alle coscienze
Si riaccendono le luci dell’Atlantico di Roma. Il pubblico si avvicina alle uscite ma non è pronto per tornare a casa, sedersi in macchina e ritornare alla quotidianità. Il tour “A casa tutto bene” di Dario Brunori è arrivato a Roma e ha fatto sold out, dopo aver calcato i palchi di Napoli, Perugia, Firenze, Milano e altre città italiane. Il 4 luglio tornerà nella Capitale, data la grande richiesta di biglietti e le tante persone che non hanno trovato posto all'evento di sabato 1 aprile.

L’apertura è stata affidata a Nicolò Carnesi, cantautore siciliano al suo terzo album uscito nel 2016 dal titolo “Bellissima Noia” che ha saputo preparare e scaldare le voci di chi lo segue già e incuriosire coloro che lo ascoltavano per la prima volta. Dario e la Brunori SAS sono riusciti, come sempre, a smuovere le anime e i cuori, ad accarezzare le ferite, a parlare alle coscienze e ad invitare a riflettere suquanto sta accadendo nel mondo. Uno dei più bei concerti di sempre, con una scaletta che è riuscita ad accontentare tutti.

Come ogni concerto di presentazione del nuovo album che si rispetti, prevalenza alle nuove canzoni, a quei suoni ricercarti e creati con una tale magia da far meravigliare l’intera platea. Tutti cantavano a squarciagola “La verità”, primo singolo estratto dal nuovo album “A casa tutto bene”, ma anche “Canzone contro la paura”, nata proprio per esorcizzare questo sentimento così diffuso, “Colpo di pistola” ma anche il pezzo che ha chiuso l’intera performance “Secondo me”. È stato sufficiente un accordo, un singolo suono perché la gente potesse indovinare la canzone che stava per ascoltare e prepararsi a viverla, perché ogni canzone di Brunori è una storia in cui riesci facilmente ad immedesimarti, perché dentro tutte le canzoni c’è lui.

Ad accompagnarlo sul palco anche le sue canzoni più famose, quelle di esordio, “Guardia ‘82” e “Come stai” canzone in cui ricorda il padre, la sempre presente “Rosa” ed il suo sempre presente pubblico pronto a saltare e battere le mani sulle note del ritornello. Pochi intermezzi, tutti però guidati dall’autoironia che lo contraddistingue; giochi di botta e risposta con il pubblico, momenti popolari e scaramantici da condividere, perché come si sa la gente del sud è scaramantica (Dario lo dice ed io sottoscrivo). Ionia con cui ha aperto un momento, a metà concerto, da lui definito "romantico" con le sue più belle canzoni d’amore, “Fra milioni di stelle”, “Lei, lui, Firenze”, “Arrivederci tristezza”, “Una domenica notte”. Chissà se davvero nascerà qualche amore all’uscita del concerto, solo il tempo ce lo dirà. Torniamo a casa con tante cose nel cuore, impossibili da raccontare perché solo chi era presente può capire cosa realmente ha vissuto.
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