domenica 7 giugno 2020
Da Mani Pulite al Covid-19: la Procura di Milano torna ad indagare sul Pio Albergo Trivulzio
di Simone VALDARCHI
28 anni dopo Tangentopoli, la struttura per anziani torna al centro di un'inchiesta giudiziaria. Dalle mazzette alle mascherine, un'altra triste pagina di storia italiana.

Di luoghi passati alla storia, nella vita del nostro Paese ce ne sono a centinaia: da Porta Pia a Villa San Martino ad Arcore, da Piazzale Loreto a Caporetto, passando per via d'Amelio e la stazione di Bologna. Raramente però, uno stesso scorcio d'Italia è stato per due volte protagonista di vicende di cronaca significative come in questo caso; stiamo parlando del Pio Albergo Trivulzio.

Il Pio Albergo Trivulzio viene fondato alla fine del Settecento, grazie alla donazione del nobile milanese Antonio Tolomeo Trivulzio, che nel suo testamento dichiarò di lasciare tutti i suoi averi per la fondazione di un ospizio destinato ad accogliere gli anziani ed i più poveri. Ancora oggi, l'obiettivo della struttura rimane lo stesso ed essa, come si legge dal suo sito ufficiale, si occupa di assistenza socio-sanitaria agli anziani non auto-sufficienti, oltre che all'educazione di minori in difficoltò.

 

Il nome del Trivulzio però, nella mente degli italiani, è indelebilmente legato alla vicenda "Mani Pulite". Il 17 febbraio del 1992, l'allora direttore generale Mario Chiesa venne arrestato per la tentata corruzione di Luca Magni, imprenditore di un'azienda di pulizie. Da quell'arresto partì il filone giudiziario chiamato Tangentopoli, durante il quale, grazie all'abilità del magistrato Antonio Di Pietro e dei suoi uomini, venne dimostrata la fitta rete di corruzione che comprendeva politici e uomini d'affari. Un'inchiesta durata anni, che portò alla caduta della Prima Repubblica, con la fine del sistema partitico.

 

28 anni dopo, l'Albergo torna al centro di una vicenda di cronaca, se possibile ancor più triste e sconfortante. La Procura di Milano, la stessa di Tangentopoli, torna ad aprire un'inchiesta sulla struttura accusata, insieme ad altri ospedali lombardi, di gravi negligenze nella lotta al Coronavirus. Luoghi e personaggi ritornano, come quello di Gherardo Colombo, uomo di punta del pool anti-corruzione di Di Pietro, il quale porta avanti l'inchiesta ed ha iscritto nel registro degli indagati Giovanni Calicchio, attuale direttore del Trivulzio, accusato di epidemia colposa ed omicidio colposo. Nella struttura, infatti, sono morte centinaia di pazienti anziani. Le mazzette invece sono state sostituite dalle mascherine, quelle negate al personale sanitario, per non spaventare i pazienti. Mettersi al posto della Giustizia e dare sentenze premature sarebbe sbagliato, ma di certo c'è che al Pio Albergo Trivulzio si sta scrivendo un'altra, triste, pagina di storia italiana.

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