martedì 27 ottobre 2020
Di chi è la colpa? Delle favole, secondo Il cantautore Ultimo. Ma forse non è proprio così
di Chiara Monaldo
Si intitola "Colpe delle favole" l'ultimo album. Ma la vera domanda è: cosa succede quando un sogno si avvera?

Molti pensano che le favole siano delle semplici storielle che vengono tramandate di generazione in generazione. In realtà sono un vero e proprio strumento pedagogico: stimolano l'immaginazione dei bambini e, se raccontate prima di andare a dormire, aiutano a ricollocare e a dare senso alle esperienze vissute durante il giorno. 

Le favole sono importanti anche per gli adulti, in quanto possono trarne dei veri e propri insegnamenti. 

Tuttavia c'è chi dice che facciano fantasticare troppo le persone che poi, crescendo, si ritrovano ad avere delle aspettative troppo grandi sulla propria vita. 

 

La pensa così anche il cantautore Ultimo: il titolo del suo nuovo album è proprio Colpa delle favole

Niccolò Moriconi nella copertina del disco si tappa le orecchie con le dita, e mima un urlo. Sembra un urlo sordo di chi fa fatica ad ascoltare sé stesso, un urlo di chi ha bisogno di prendersi una pausa da tutto ciò che lo circonda, dal successo che ha ottenuto. Il che non vuol dire disprezzarlo, ma semplicemente non metterlo davanti ai propri bisogni.

Il cantante nel suo nuovo album si racconta, incolpando le favole per i suoi atteggiamenti, e per le aspettative troppo grandi che ha sulla propria vita, che che è fatta di sogni che a volte possono trasformarsi in delusioni, ed altre volte in realtà concrete.

 

I sogni non si avverano facilmente, si sa. Sappiamo tutti cosa succede quando un sogno non si avvera: inizialmente siamo delusi, dopo un po' riprendiamo in mano la nostra vita e ricominciamo.

Ma quando invece un sogno si avvera... Che succede? I rischi sono due: il primo è farsi travolgere dalla situazione perdendo di vista tutto il resto, persino sé stessi. Il secondo è accorgersi che quel sogno che abbiamo tanto inseguito, una volta diventato realtà, non fa per noi.

 

Ultimo in Colpa delle favole parla di tutte le difficoltà che ha incontrato dopo aver raggiunto un traguardo. Ci racconta come spesso sia più semplice inseguire un sogno che viverlo. Nonostante abbia ottenuto un successo clamoroso, nei suoi testi trapela la forte nostalgia che il ragazzo prova per la sua vita di prima, per la quotidianità.

Quotidianità che ha ceduto il posto al successo. Successo che ha cambiato Ultimo, che è consapevole di questo cambiamento, come afferma nel suo brano Ipocondria. 

Quotidianità caratterizzata da piccole cose, da tanti particolari. Ed è questo che ci racconta in I tuoi particolari, dove Ultimo dice che sono i dettagli che notiamo poco, che poi si rivelano le cose più importanti alla fine di una storia.

Quotidianità fatta di giornate passate con gli amici, come possiamo ascoltare nel brano Aperitivo grezzo

Quotidianità nella quale incontriamo persone che ci riportano sulla strada giusta quando ci perdiamo, e ci ritroviamo in un tunnel senza luce, come ascoltiamo in Piccola stella

 

Ultimo, quindi, apparentemente dà la colpa alle favole se, nonostante stia vivendo un sogno, ha nostalgia per la sua vita di prima e non riesce ad abbandonare quel senso di inadeguatezza che lo accompagna da sempre, e che continua a provare.

In realtà le favole sono la metafora del capro espiatorio, che tutti noi cerchiamo quando non sappiamo a chi dare la colpa di tutte quei fatti e quelle situazioni della nostra vita che non riusciamo a comprendere, e quindi ad accettare.

Prendersela con tutto e con tutti, ed incolparli, è la via di fuga più semplice perché in fondo tutti noi siamo incapaci di dare la colpa a noi stessi.  

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