mercoledì 25 maggio 2022
Rosalba Giugni: «Preservare il mare è più importante che preservare la terra»
di Daniel Lucarelli e Maria Laura Treglia
Ogni anno vengono scaricate nei nostri mari tonnellate di plastiche che finiscono per alterare gli ecosistemi marini. Tuttavia, secondo la presidente di Marevivo Rosalba Giugni, le cause dell'inquinamento sono molteplici, e se queste non verranno affrontate in fretta porteranno a conseguenze potenzialmente disastrose
26 gennaio 2022

«Come si fa a rispettare quello che non si conosce?», gli fa eco Ferdinando Boero, vicepresidente di MareVivo Onlus, che propone «un corso di ecologia, base imprescindibile per costruire un progetto formativo per prevenire l'inquinamento. Una base che, ora, non c'è. Cultura senza natura». Boero denuncia la poca informazione sull’ambiente marino e propone lo studio dell’ecologia per formare i ragazzi delle generazioni future. Il problema dell’inquinamento non è banale, non basta pensare di ripulire il mare dalla plastica, bisogna farlo. Inoltre bisognerebbe avere la cultura e la conoscenza riguardo gli ecosistemi marini, come spiegherà Il professor Boero nella sua intervista.

I dati sull'inquinamento

Secondo il report The Mediterranean: Mare Plasticum pubblicato dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature), ogni anno solo nel Mediterraneo vengono scaricate circa 229mila tonnellate di plastica. L'Italia si colloca tra i primi tre paesi che contribuiscono all’inquinamento, emettendo 34mila tonnellate di rifiuti ogni anno. Inoltre, dal monitoraggio di Goletta Verde è emerso che dei 263 campioni prelevati lungo le coste Italiane nel 2021, 22 punti sono stati giudicati inquinati e 70 punti fortemente inquinati, con un punto inquinato ogni 81 chilometri di costa. I casi più critici in materia di decontaminazione riguardano Sicilia, Lombardia, Campania, Calabria e Lazio.

 
 

Inquinamento in aumento per colpa dei "DPI"

I recenti problemi causati dai DPI (dispositivi di protezione individuale) utilizzati per la protezione dal contagio del Covid, mettono ulteriormente a rischio il delicato equilibrio degli ecosistemi marini. La quantità di rifiuti di plastica che si accumula negli oceani potrebbe triplicare nei prossimi 20 anni se non si stabiliscono delle serie limitazioni. Mascherine, guanti e salviette sono in realtà realizzati con varie fibre di plastica, per lo più polipropilene, che rimangono nell'ambiente per decenni, scomponendosi in microplastiche sempre più piccole. È stato inoltre determinato che dall'inizio della pandemia, sono state generate 8,4 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, inclusi DPI o articoli simili, di cui 34mila di queste finiscono nei nostri mari.

Secondo uno studio pubblicato su Environmental Advancesuna singola maschera può rilasciare in mare fino a 173mila microfibre ogni giorno.

Rosalba Giugni: «Noi abbiamo fatto ammalare il mondo e se non lo risaniamo non ci sarà futuro»

La Presidente di Marevivo Onlus, ha coltivato da sempre la passione per il Mar Mediterraneo e ha deciso a tal proposito di dedicare il suo lavoro alla protezione dall’inquinamento, poiché difendere il mare equivale a difendere la libertà e la cultura. Durante i suoi anni di attività ha promosso campagne scientifiche, sociali e divulgative e in qualità di ambientalista continua a monitorare tutti gli aspetti dell’ecosistema marino come la pesca, il turismo e la nautica commerciale. Ha inoltre proposto e promosso campagne di salvaguardia di cui quindici a livello internazionale di divulgazione e sensibilizzazione in collaborazione con la Marina Militare e il sostegno del Ministero dell'Ambiente. Ha scritto inoltre un libro per bambini, La magia di Capri, dove si raccontano delle storie sul mare. Secondo la presidente i problemi principali per cui il mare sia in condizioni tanto critiche sono 3: i cambiamenti climatici, la sovrapesca e l’inquinamento causato dalla plastica. Giugni sostiene però che ai problemi citati bisogna aggiungere quello più grave: il tempo.

 

      

 

 

Marevivo onlus, dal 1985 a sostegno dei mari

Marevivo è un’associazione ambientalista che in più di 30 anni è riuscita a dar vita a numerose campagne a carattere sociale, divulgativo e scientifico, con consenso in Italia e all’estero. La mission dell’associazione è la tutela del mare, la battaglia contro l’inquinamento e la pesca illegale, lo studio della biodiversità, la promozione e valorizzazione delle aree marine protette e l’educazione ambientale.

L’attività principale dell’associazione è quella di divulgare conoscenze su tutti i temi legati al mare, soprattutto nelle scuole, con progetti come Delfini Guardiani delle Isole per gli alunni delle scuole primarie nelle Isole Minori e NauticinBlu per gli studenti degli Istituti Nautici su tutto il territorio nazionale. Le iniziative e le battaglie sono molteplici, dalle azioni sul campo dei volontari per liberare le spiagge dai rifiuti principalmente di plastica, a progetti di tutela della biodiversità marina in collaborazione con Università e Istituti di Ricerca, alla protezione del capitale naturale e ripristino degli ecosistemi, al contrasto ai mutamenti climatici fino alla promozione di leggi e provvedimenti per la difesa del mare.

Il prof. Boero: «Come possiamo preservare quello che non conosciamo?»

Ferdinando Boero, vicepresidente di Marevivo, è professore universitario presso l’Università di Napoli Federico II. Si occupa di biodiversità marina e funzionamento degli ecosistemi e di sostenibilità. Fa parte del consiglio scientifico di Pro Natura e ha ricevuto la medaglia per le scienze fisiche e naturali dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Da zoologo-antropologo ama la biologia e ha scritto libri su diversi argomenti come la Bellezza, la Religione e l’Economia. Secondo il professor Boero tutti sono sensibili al problema dell’inquinamento ambientale, ma quanti sono consapevoli di cosa sia la natura? Come si può preservare qualcosa che non si conosce? Il problema perciò non risiede nell’inquinamento attuale, ma nella cultura che non fornisce uno spazio adeguato alla natura, finendo così per ignorarla.

Ascolta "Intervista a Ferdinando Boero, Vicepresidente MareVivo Onlus" su Spreaker.

Possibili soluzioni per prevenire l'inquinamento

Per evitare un futuro peggioramento delle acque marine, la Onlus si preoccupa di coinvolgere i ragazzi delle scuole in attività per la salvaguardia dell’ambiente marino, contribuendo alla creazione di una generazione oceano, perché siano i giovani gli attori principali del cambiamento per costruire un futuro in armonia con il Pianeta. Marevivo Education è un portale pensato per le scuole che mette a disposizione video-lezioni, materiali didattici, progetti e una fitta rete di connessioni tra istituzioni scolastiche accomunate dall’impegno per la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente. Recentemente il Ministero dell’Istruzione ha presentato il nuovo Piano RiGenerazione Scuola per la transizione ecologica e culturale nelle scuole, prendendo ispirazione dagli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite in cui l’ambiente è uno degli obiettivi primari, il primo target del Goal 14 è prevenire e ridurre entro il 2025 l'inquinamento marino di tutti i tipi.

 
 
26 gennaio 2022
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