venerdì 30 luglio 2021
Rifiuto Con Affetto: un cassonetto per donare
di Chiara Ferrarelli
Ciò che è inutile per te può essere utile per qualcun altro. E' il motto di Rca, l'iniziativa green nata a Venezia per incentivare il riciclo
23 marzo 2012
Rifiuto Con Affetto, un progetto che ha la premura di trovare una nuova casa agli oggetti che, ancora funzionanti o in buono stato, altrimenti finirebbero in discarica. Sì perché nella nostra era, le discariche si riempiono non solo di rifiuti, ma anche di abbigliamento, materiali ed oggetti ancora utilizzabili, ma che per motivi di spazio, di moda, di traslochi e chi più ne ha, più ne metta, vengono gettati via!
Vi dispiace lasciare nel cassonetto vicino casa, questi oggetti, che ancora rifiuti non sono? Siete interessati alle tematiche ambientali e volete adoperarvi attivamente per aiutare la diminuzione dei rifiuti? Vi proponiamo un'iniziativa: i media ne parlano già dal 2006 e molte città già riservano, nei luoghi pubblici, spazi dedicati all'idea, eppure ancora in molti non conoscono questo progetto!

L'iniziativa nasce da Publink, un gruppo artistico formato da: Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi, che hanno inventato i cassonetti Rca. Le abbiamo intervistate ed ecco cosa ci hanno detto.

Com’è nata l'idea dei cassonetti Rca? Qual è stata la scintilla che ha permesso di trovare questa soluzione originale alla grande quantità di rifiuti prodotti?
«Rca nasce ai tempi dei nostri studi universitari allo Iuav di Venezia, quando in occasione di un laboratorio di “arte de conducta”, ossia “arte di comportamento” - tenuto dall’artista cubana Tania Bruguera - ci fu richiesto di realizzare un’opera che risolvesse un problema che ci stava a cuore. La vita a Venezia obbliga a un continuo contatto visivo con i rifiuti, questo ci permise di constatare quante cose, seppur in buono stato e perfettamente funzionanti, venivano buttate via. Abbiamo quindi cercato di trovare il modo più semplice per rimettere in circolazione questi oggetti decidendo di trasformare il luogo per eccellenza del rifiuto, ossia il cassonetto, in un luogo d’incontro. Nelle misure e proporzioni, il cassonetto è rimasto tale, ma grazie alla trasparenza il suo funzionamento è totalmente cambiato. La gente è spinta a guardare al suo interno e a cercare un posto adatto per riporre il suo oggetto nella “vetrina Rca”».
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Avevate già intuito, prima di tuffarvi nell'avventura, che il progetto avrebbe riscosso successo, o questo è stato una sorpresa inaspettata?
«È stata una sorpresa inaspettata! Inizialmente la nostra esigenza era quella di rendere il progetto operativo. Il primo a credere in Rca è stato il Comune di Venezia, che ha voluto sperimentarlo. Da qui l’attenzione mediatica è stata tale che abbiamo intuito che valeva la pena continuare».

Ideatrici del progetto sono tre donne. In un periodo in cui si parla di maschilismo di Stato, un progetto come il vostro, sta riscuotendo successo in tutto il Paese. Ritenete che attualmente, nel nostro Paese, realmente vengano posti maggiori freni a idee, sia pure brillanti, ma frutto di donne?
«Per noi non è stato assolutamente un ostacolo. Durante i vari eventi ai quali abbiamo partecipato è capitato di confrontarci e di collaborare con diverse associazioni o società costituite interamente da donne. Citiamo, per esempio, BestUp o i Girl Geek Dinners ossia eventi dove donne che si occupano d’impresa, di nuovi progetti innovativi sia in ambito economico che sociale, si incontrano e si confrontano. Crediamo che, se un’idea è valida, viene comunque riconosciuta ed in qualche modo premiata, non importa se è il frutto di un cervello maschile o di uno femminile. Sinceramente l’essere donne non ci ha creato né limiti né vantaggi, forse siamo state anche fortunate nell’incontrare sempre persone che hanno semplicemente considerato la qualità del nostro progetto».

La comunicazione in un progetto simile è fondamentale. Quali sono gli obiettivi della campagna di comunicazione e chi si dovrebbe occupare della sua organizzazione?
«La comunicazione è una parte fondamentale per la buona riuscita del progetto, poiché permette ai cittadini di conoscerne la filosofia di Rca, il funzionamento dei cassonetti e la loro ubicazione. La nostra comunicazione si basa sulla diffusione di manifesti e incontri con la cittadinanza. Inoltre è molto importante entrare in contatto con le realtà presenti sul territorio, come ad esempio associazioni, enti comunali e comitati di cittadini, perché saranno loro che, una volta sensibilizzati al progetto, avranno un ruolo fondamentale per la sua diffusione. Chi opera e vive sul territorio, ne conosce costumi e quotidianità, elementi fondamentali per far sì che Rca funzioni e divenga appunto una nuova abitudine».

Se aveste la possibilità di lanciare un messaggio a chi è scettico nei confronti del vostro manifesto, o anche solo uno slogan a sostegno dei cassonetti Rca, quale sarebbe?
«Quante volte ti è dispiaciuto buttare via oggetti ancora funzionanti ma che non sapevi dove mettere? Ciò che è inutile per te può essere utile per qualcun altro! Salva dalla discarica gli oggetti che ti dispiace buttare via e… Rifiutali Con Affetto!».


Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale del progetto Rifiuto Con Affetto.

Potete inoltre visitare il sito del nostro collettivo, dove troverete ulteriori informazioni su di esso, e sul suo originale modo di fare arte pubblica. Qui, oltre al progetto "Rifiuto Con Affetto", troverete tutti gli altri progetti da loro realizzati.

Nel Blog Rifiuti Adottati, si possono osservare tutti gli oggetti  "adottati" ossia trovati per strada o vicino ad un cassonetto, ed al quale si è dato una nuova vita. Il progetto nato a seguito di un bando, ha visto tutte le foto utilizzate per un'installazione a Padova, due anni fa, tuttavia la raccolta di foto è ancora aperta, e se voleste, potreste partecipare all'iniziativa.
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