giovedì 3 dicembre 2020
Rifiuti: una firma per un futuro da scrivere. Col nostro nome
di Chiara Ferrarelli
È partita la raccolta firme per la proposta di legge denominata Rifiuti Zero, avanzata da un comitato di oltre 150 organizzazioni

Il sostegno di un futuro più verde, un verde che non ha nulla a che vedere con scelte legate a fazioni politiche, ma che riguarda piuttosto un domani più sostenibile. Questo l'obiettivo sostenuto da “Campagna legge rifiuti Zero”, il progetto che coinvolge un Comitato composto da oltre centocinquanta organizzazioni (tra enti locali e associazioni nazionali italiane), che promuove e sostiene il Disegno di Legge di iniziativa popolare denominata Legge Rifiuti Zero.

Il 27 Marzo 2013 il Disegno di Legge è stato presentato alla Corte di Cassazione, con 50'000 firme già raccolte. Il Comitato promotore spera tuttavia di poterne continuare a raccogliere almeno il doppio. A tal fine Domenica 14 Aprile, il gruppo ha indetto il “Firma Day”, una giornata nazionale durante la quale, nelle maggiori Piazze Italiane, sono stati allestiti dei punti di raccolta di firme a sostegno del disegno di Legge.

La Legge si compone di 28 articoli, riassumibili in cinque passi utili a raggiungere l'obiettivo “Rifiuti Zero”. Questi sono:

1. Promuovere, anche economicamente, una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo tramite la realizzazione di impianti di compostaggio, riciclo e recupero dei materiali;

2. Contrastare il ricorso alle pratiche, costose e poco salutari, di smaltimento distruttivo dei rifiuti;

3. Raggiungere entro il 2020 l'obiettivo dell’azzeramento dei rifiuti, sulle orme di quanto previsto dal Sesto Programma di Azione per l'ambiente della Comunità Europea, il quale prevede la riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020, e del 50% al 2050, rispetto alla produzione del 2000. Obiettivo reso possibile grazie allo spostamento delle risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo;

4. Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale, tramite l'introduzione di un meccanismo che premi il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggi ad acquisti maggiormente consapevoli, ma anche sistemi di tariffazione dei cittadini sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili;

5. Favorire l'accesso da parte dei cittadini all'informazione in materia di rifiuti ed istituire un Centro di ricerca e riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, capace di promuovere buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

Importanti le possibili conseguenze che potrebbero così aver luogo in Italia: non dimentichiamo che meno di un mese fa, il 21 Marzo 2013, la Commissione Europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia per il mancato rispetto delle prescrizioni della legislazione in materia di rifiuti nel Lazio. Una situazione che non suona come una novità per l'Italia, che già nel 2010 era stata condannata dalla Corte di Cassazione Europea per la mala gestione dei rifiuti nella Regione Campania. In tal senso l'attuale Disegno di Legge, che per esser compreso nella sua validità e solidità andrebbe letto nel suo testo integrale, presenta delle possibili e valide alternative alle attuali tecniche di gestione e smaltimento dei rifiuti in Italia, offrendo delle concrete possibilità per raggiungere un domani più sostenibile.

Mahatma Gandhi recitava: "Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo", un motto passato alla storia e che ad oggi è sempre più sostenuto anche da molti ambientalisti. Il Disegno di Legge "Rifiuti Zero" potrebbe rappresentare una piccola possibilità, per poter fare una piccola differenza, quella cui ci piacerebbe assistere. Un cambiamento verso il sostenibile in cui il Comitato a sostegno della Legge spera e crede: "Riscrivere il futuro. Oggi puoi", come recita lo slogan dell'iniziativa. Di fatti oggi la raccolta di firme continua: sul sito Internet dell'iniziativa è possibile scoprire come poter sostenere (anche economicamente) il progetto e poter firmare a sostegno del Disegno di Legge.

Per chi volesse dare un contributo maggiore, è possibile proporsi come referente locale del Comitato, per sostenere l'iniziativa in modo attivo e partecipe, organizzando in prima persona giornate informative e di raccolta firme. Sul sito Internet è infatti possibile accedere ai contatti dei vari volontari del Comitato, per mettersi direttamente in relazione con loro.

Per saperne di più dell'iniziativa è possibile visitare il sito Internet: http://www.leggerifiutizero.it/ o la pagina Facebook ufficiale.


@Chiara_Fe

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