giovedì 24 giugno 2021
La natura crea, l'uomo distrugge
di Lucia Aversano
Pubblicato, dall'Ipcc, il quinto rapporto sui cambiamenti climatici
4 ottobre 2013

Sono le attività umane, molto probabilmente (al 95-100%), la causa principale del riscaldamento globale a partire dal secolo scorso. Questo è quanto emerge dal quinto rapporto climate change 2013 dell' Iccp, l’Intergovernmental panel on climate change, presentato il 28 settembre scorso. Dunque in realtà niente di nuovo, o meglio nessuna buona nuova all’orizzonte, semplicemente la conferma, attraverso strumenti sempre più sofisticati e diversificati, che il clima sta cambiando in peggio, e che la colpa è nostra.

Il rapporto, su questo non ha dubbi “l’influenza umana sul sistema climatico è chiara. Questo è evidente dall’incremento delle concentrazioni di gas serra (i principali sono co2,ch4,n2o e i cfc) nell’atmosfera” dunque “è “estremamente probabile” che più della metà dell’aumento osservato della temperatura superficiale dal 1951 al 2010 è stato provocato dall’effetto antropogenico sul clima (emissioni di gas-serra, aerosol e cambi di uso del suolo). Questo ha provocato il riscaldamento degli oceani, la fusione di ghiacci e la riduzione della copertura nevosa, l’innalzamento del livello medio globale marino e modificato alcuni estremi climatici nella seconda metà del XX secolo”. Inoltre nel rapporto emerge che l’ultimo trentennio è il più caldo dal 1400 e i prossimi decenni lo saranno ancora di più.

Entrando nello specifico ecco quello che, molto probabilmente, ci attende nel futuro:
- entro fine secolo (2080- 2100) la temperatura media globale si alzerà di 2-4 gradi;
- sempre nel periodo 2080-2100 il rapporto stima che, con altissima probabilità, i livelli degli oceani si alzeranno di 50-80 centimetri;
- le coperture glaciali in questo secolo subiranno forti diminuzioni (le stime parlano di -15% fino a -55%) escludendo l’Antartico, mentre i ghiacciai dell’emisfero Nord subiranno una diminuzione dal 7% al 25%.

Un altro dato allarmante riguarda la velocità con la quale alcuni fenomeni atmosferici si stanno manifestando che presentano un accelerazione negli ultimi decenni. Secondo gli scienzati dell’Iccp nel perido 1901-2010 il livello globale medio delle acque marine si è alzato di 1,7 mm/anno, mentre nel periodo 1993-2010 questo innalzamento è stato di 3,2mm/anno.

Collegato al ciclo dell’acqua anche i fenomeni atmosferici estremi sempre più frequenti: precipitazioni più frequenti nelle zone equatoriali e in quelle ad alta latitudine mentre le regioni monsoniche vedranno allungarsi le stagioni delle piogge.

L’iccp è un organo creato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) ed il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep) allo scopo di studiare il riscaldamento globale. È formato dai più grandi scienziati del clima di tutto il nostro pianeta, ben 859 appartenenti ai 195 stati membri che hanno partecipato alla stesura di questi importantissimi studi.

4 ottobre 2013
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