domenica 23 gennaio 2022
Pronti, partita, via... con l'ambiente
di Chiara Ferrarelli
Nasce EcoGame Naturae, l'ambizioso gioco in scatola - con un futuro anche in Rete - che unisce la passione del tempo trascorso in buona compagnia e l'educazione ambientale
26 ottobre 2013

Massimiliano Desideri, presidente dell'Associazione Ecoriflesso, da anni impegnato nelle classi elementari e medie con un progetto dal significativo nome “A scuola con l'Ecologo”, sceglie di mettere a disposizione la propria esperienza nel campo dell'educazione e dell'ecologia, per un nuovo progetto. Nasce così EcoGame Naturae, un nuovissimo gioco in scatola, a breve in commercio, e che ha l'ambizione di riscoprire il valore del gioco di gruppo. Abbiamo incontrato Massimiliano per saperne di più sul suo progetto.

Ciao Massimiliano, il tuo progetto rientra nel mondo dei giochi in scatola. Da dove nasce il tuo interesse per questo ambito?
«Il gioco prende vita da un interesse per l'ecologia ma soprattutto dal voler diffondere alle nuove generazioni una consapevolezza “indolore” sui reali problemi che dovranno affrontare nel prossimo futuro. Il gioco quindi è ispirato dalla voglia/necessità di modellare l'ecosistema terrestre per poterlo rendere un gioco.»

Quali sono stati i giochi in scatola che tu, nella tua infanzia o giovinezza, prediligevi? «Diversi, ma sicuramente il più giocato è stato Risiko. Parlare solo dei giochi in scatola però mi sembra un po' restrittivo, perché si tratta sempre di modelli della realtà, come lo sono tutti i giochi in quanto strumento principe per ogni forma di apprendimento. In generale posso dire che il mio genere preferito è sempre stato quello dei giochi di strategia, dalla dama alle simulazioni cartacee o via computer.»

Nell'epoca dei giochi digitali, quali prospettive prevedi per Ecogame Naturae?
«Molto buone, perché sono convinto che sia necessario stare insieme fisicamente, per evitare una sorta di autismo e incapacità di comunicare causata dal troppo uso dei giochi individuali, un'esigenza che si fa sempre più viva anche fra i giovani, ma non solo. Inoltre è in programma lo sviluppo in Internet del progetto EcoGame Naturae, anzi già ci stiamo lavorando, il quale permetterà un incremento del numero dei giocatori, probabilmente anche facilitando l'aggregazione in gruppi, come in effetti già in uso con il progetto creato per l'Associazione Ecoriflesso.»
 
Dopo Ecogame Naturae, ci sono altri progetti in cantiere?
«Vorrei innanzitutto dire che EcoGame richiede ancora molto lavoro al suo interno. È una piattaforma di edutainement e di facilitazione per le persone nel rapporto col proprio territorio in quanto consentirà, attraverso l'inserimento di informazioni condivise e specifiche delle zone di appartenenza, una maggiore consapevolezza di dove si vive e di quali risorse il proprio quartiere o luogo dispone.»

Comunque oltre a questi, che già non sono da poco, hai altri progetti?
«Si diversi! Da tempo ho preparato un'analisi su un gioco per Internet molto sofisticato e che già di per sé è stato un lavoro difficile, perché prevede una grande capacità di elaborazione ed un lungo tempo di sviluppo, ma avrà moltissimi aspetti interessanti. Non per ultimo è la preparazione di un progetto europeo proprio per cercare risorse utili ai vari sviluppi elencati, ma soprattutto per facilitare la diffusione nelle scuole di questi metodi educativi estremamente efficaci.»

Che tipo di feed-back ti aspetti da chi acquisterà il gioco?
«Spero che, oltre a giocare, trovino il tempo di dare suggerimenti, intervenire nella costruzione di contenuti e degli altri progetti, ma soprattutto che si divertano molto a raccontarlo!»


Per chi fosse interessato al gioco può seguire EcoGame Naturae e saperne di più, oppure raggiungere il suo team, che il 5 Novembre sarà a disposizione per una sessione gratuita del gioco presso la libreria Mangiaparole di Roma. Cos'altro aggiungere? Pronti, partita, via!

 

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