domenica 4 dicembre 2022
COLD WAR: una storia d'amore durante la Guerra Fredda
di Jacopo Balliana
Il pluripremiato film di Pawlikowski, Miglior Regia a Cannes e 5 statuette agli EFA Awards, si presenta come un film (quasi) perfetto.
6 gennaio 2019

Il cinema ritrova il bianco e nero. Dopo Roma di A. Cuaron, è la volta di Cold War di Pawel Pawlikowski, una storia d’amore struggente nel periodo della Guerra Fredda: che torna al “vecchio” modo di fare film. Per la trama prendiamo gli ingredienti di La La Land (che di fatto sono gli stessi di molte altre sceneggiature): un compositore sopraffino, una ragazza di campagna in cerca di successo, l’amore tra i due, la musica tra jazz e popolare, e li rimescoliamo all’interno della Storia, in quella glaciale spaccatura dell’Europa in due metà ben distinte (va detto, per un racconto completamente diverso dall’apprezzabile film di Chazelle).

 

La storia di Wiktor (Tomasz Kot) e Zula (Joanna Kulig, straordinaria) è la storia di due amanti veri (ispirati ai genitori del regista), che per 15 anni, tra la Polonia, la Francia e la Jugoslavia, si avvicinano e si allontanano a ripetizione, in una danza di sguardi, parole e note che ci mostrano cosa sia l’amore, quello vero. Quell’essere disposti a tutto pur di tornare dalla propria amata, il rischiare la vita, la dignità, la propria integrità per tenere unito quel legame che è più forte di qualsiasi altra cosa. I personaggi, infatti, giocano con la propria integrità, a volte addirittura la sconvolgono, per trovare se stessi e trovare l’altro. Ciò è possibile grazie alla superba recitazione degli attori, che rende bene la profondità psicologica dei due protagonisti.

Per inserirci in questa travolgente storia, al regista bastano 86 minuti di vera arte: inquadrature composte perfettamente e movimenti di macchina usati con giusta parsimonia, montaggio straordinario che dà il ritmo giusto a ogni sequenza, fotografia veramente bella, recitazione emozionante, dialoghi realistici, storia struggente; non a caso il film ha vinto la miglior regia a Cannes e agli EFA Awards ha ottenute 5 statuette per: regia, montaggio, sceneggiatura, attrice e miglior film. Ma non è il tempo che è necessario al regista per raccontare in profondità ogni aspetto della trama, alcune vicende sono lasciate “sospese”, ma mai in maniera superficiale o criptica: tutto ciò che dobbiamo sapere e che vogliamo sapere ci è dato dal racconto.

 

Un insieme di elementi che catturano l’attenzione fino alla fine del film, per una messinscena che si avvicina alla perfezione, e se Roma sperava di avere vita facile agli Oscar (per la sezione “miglior film straniero”), il film di Pawlikowski ha grandi carte da giocare, per una sfida tutta in bianco e nero.

6 gennaio 2019
AREA-
Eurovision: vince l'Ucraina. Solidarietà europea oltre la competizione
di Alessandra Verna
Trionfo della Kalush Orchestra ucraina. Medaglia d'argento per United Kingdom grazie a Sam Ryder, e bronzo a Chanel della Spagna. Ma il significato di questo premio va oltre la musica
15 mag 2022
“MONO TO STEREO”: il meglio di Elvis Presley firmato Rca
di Alessandra Verna
Una raccolta per veri intenditori della musica, nostalgici di Elvis e degli "albori" della musica rock
26 apr 2022
Ritorno al futuro con Elisa
di Alessandra Verna
La cantante torna sulla scena musicale con un nuovo album. Una vera svolta in cui si dà spazio alla sperimentazione, alla pandemia, all'amore e alla violenza sulle donne.
20 feb 2022
L'EP “La mia voce” di Fabrizio Moro è un ringraziamento a chi gli è stato vicino
di Alessandra Verna
Pandemia, depressione, amore e speranza i temi dei testi. "La mia voce" è la prima parte di un lavoro che si concluderà in autunno
12 feb 2022
“L'amica geniale. Storia di chi fugge e di chi resta”: storia di due amiche, ma anche di un'epoca
di Alessandra Verna
La nuova regia di Daniele Lucchetti riprende le atmosfere drammatiche e malinconiche del precedente regista. Il pubblico sembra gradire
9 feb 2022