venerdì 24 maggio 2019
INDIA. Continuano gli attacchi e le minacce ai giornalisti, per mettere un bavaglio all'informazione
di Celine Rajendran Thimena
C'è chi è stata bullizzata, chi è stato ucciso. L'ultimo è un attivista ambientalista, Mugilan, sparito 20 giorni fa

In un paese democratico i giornalisti sono chiamati a essere la coscienza della democrazia. Hanno il ruolofomdamentale di rivelare le realtà e diagnosticare alla società i suoi difetti e le sue fragilità. Ma la triste realtà in India è che le vite di coloro che si impegnano per una giusta causa sono state e vengono perseguitate.

 

La conduttrice televisiva e giornalista affermata Ravish Kumar è stata sottoposta a intimidazioni e cyberbullismo; Rana Ayyub, giornalista indipendente e scrittrice, che ha indagato su presunti crimini commessi da funzionari pubblici e governativi, si è trovata ad affrontare minacce online. Un’ intrepida giornalista indiana, Gauri Lankesh, è stata uccisa nella sua residenza. Al tempo della sua morte, Gauri era nota per essere una persona critica dell'estremismo di destra Hindu, aveva condotto una campagna per i diritti delle donne era e si opposta alla discriminazione basata sulle caste.

Mugilan, un attivista ambientalista - che ha riferito di alti funzionari di polizia coinvolti nella sparatoria di Thoothukudi durante le proteste anti-Sterlite il 22 maggio 2018 e che ne ha pubblicato la copertura video il 15 febbraio 2019 – è scomparso poco dopo aver mosso queste accuse in una conferenza stampa. Gli hashtag del tipo "dov'è Mugilan?" stanno inondando i siti sociali web. Sono trascorsi quasi 20 giorni e non ci sono prove o indicazioni della sua presenza/del suo essere ancora in vita

 

Gli elenchi di coloro che sono a rischio stanno aumentando. Secondo la Commissione di Protezione dei Giornalisti (CPJ), un'organizzazione che risiede a New York e che difende la libertà di stampa, finora almeno 43 giornalisti sono stati uccisi nel 2018. Il numero include sia coloro che sono morti in conflitti a fuoco mentre riportavano conflitti sul campo o durante incarichi pericolosi, sia quelli che sono stati assassinati. Dov'è la libertà di parola e la libertà di pensiero e azione nel nostro mondo e nella nostra nazione?

 

Il fatto impressionante è che oggi i politici non desiderano altro, che tenere i media sotto il loro controllo e manipolare la verità. Non consentono ai media di esercitare il proprio ruolo specifico. C'è un grande bisogno di protagonisti, che possano portare alla ribalta le glorie e gli errori della società e dei suoi leader.

Perché il governo e le cosiddette forze di protezione rimangono indifferenti nei confronti della salvaguardia delle persone che mettono in gioco se stesse per la promozione e lo sviluppo sociale? Mettendo a tacere gli individui critici e audaci, il mondo sta forse instillando la paura nel cuore di giovani ed entusiasti aspiranti?

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