martedì 22 ottobre 2019
Parco della Madonnetta: c'era una volta uno dei Punti Verde Qualità di Roma
di Andrea Santoni
A quindici anni dalla fondazione del parco la situazione è preoccupante, ma c’è qualcuno che lotta ancora contro il silenzio inoperoso delle giunte comunali

C’era una volta un’area di 21 ettari – 213.600 metri quadrati per l’esattezza – estesa tra via di Saponara, via di Acilia e Molajoli, un autentico fiore all’occhiello per il comune di Roma, un germoglio di speranza per il quartiere periferico di Acilia. Il tutto era costituito da un’area verde di 17 ettari, parco giochi, due bar ristoranti, due asili, un centro sportivo attrezzato anche per i disabili dotato di piscine, palestre, campi da tennis, da calcio e da basket. Il costo complessivo fu di circa 11 milioni di euro sostenuto dall’imprenditore Andrea Ciabocco.

 

L'epoca della nascita

L’8 maggio 2004 fu l’inizio di una nuova opportunità, il proseguimento di un progetto nato nel 1995 con la giunta dell’allora sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che diede l’assenso per un progetto di rivalutazione e riqualificazione degli spazi abbandonati nelle periferie romane: i cosiddetti Punti Verde Qualità (PVQ). In quel maggio 2004 nasceva il Parco della Madonnetta, considerato per grandezza ed estensione il quarto giardino dopo le ville romane.

Il rigoglioso verde abbracciava compatto i ventuno ettari di terreno, ogni lato e angolo del parco sfoggiava con orgoglio una fauna fiorente, accesi sorrisi di ragazzi e famiglie. Verde non era solamente il grande paesaggio, ma gli umori e le speranze di chi desiderava un’area interamente dedicata ai giovani, alle famiglie, a tutti quelli che sognavano un proprio spazio per dire no alla criminalità e al degrado. I palloni rotolavano su grandi distese di campi in terra, muniti di rocciose porte da calcio colorate di un giallo acceso e vivo, come gli sguardi di quei ragazzi impegnati a trascorrere del tempo lontano dalla monotona quotidianità. Bambini correvano da una giostra all’altra, teatro di divertimenti e nuove amicizie. Signori di ogni età passeggiavano tranquillamente, lungo la grande distesa del giardino. Il centro sportivo ospitava gare e tornei internazionali.

 

Che cosa ne è stato del “sogno verde”? 

Maggio 2004-maggio 2019. Non sono passati solo quindici anni, il tempo sembra aver spazzato via con una furia inarrestabile tutto ciò che ha incontrato nel corso del suo cammino all’interno dell’ampio spazio verde, che di quel rigoglioso colore ha ormai solamente il ricordo di chi lo ha amato e di chi lo ama ancora.

Nel 2009, con lo scandalo dei Mondiali di Nuoto, salterà il bacino di utenza per il Parco della Madonnetta e la gestione degli impianti sportivi entrerà in sofferenza. (Per approfondimenti: "Mondiali 2009. Le piscine della vergogna"). Logica conseguenza, nel Maggio 2015, a dodici anni dalla realizzazione del parco, arriva la notizia più amara: Andrea Ciabocco, concessionario del PVQ dal 1999, realizzatore del parco, e costruttore di tutte le strutture sportive e ricreative del parco, viene “defenestrato” dall’amministrazione comunale, grazie a una revoca della concessione comunale. Il parco non ha più una figura di riferimento, un proprietario effettivo. Le conseguenze sono tutte incentrate in un’aberrante effetto domino. Il centro sportivo del parco perde il sostegno delle associazioni sportive e di fatto viene definitivamente chiuso dagli Uffici. Il sogno sembra ormai sgretolarsi in mille pezzi, il tracollo è inevitabile, le attività del Parco vengono sospese nel giro di poco tempo.

 

Gli incendi devastano il parco

Incendi, atti vandalici e degrado presidiano quella che un tempo era una delle strutture più all’avanguardia dell’intero quartiere. La vegetazione del parco prosegue il suo percorso naturale senza un’autentica e professionale manutenzione, crescendo selvaggia e contrastata dai roghi frequenti, aizzati da individui senza scrupoli e coscienza morale. I palloni dei bambini in festa non rotolano più, alzando quei polveroni di vita vissuta, il silenzio regna sovrano su una distesa di terra semi abbandonata su cui cammina talvolta qualche cittadino del quartiere, che ha ancora voglia di fare una fugace e breve passeggiata all’interno di quello che sembra ormai solo lo scheletro della grande struttura di un tempo.

 

Germoglia una speranza

Si chiama Associazione Salviamo il Parco della Madonnetta, nata proprio in questi anni bui e tormentati. L’associazione solo nell’estate del 2015 in pochissimo tempo è riuscita ad ottenere 12.000 firme per una delibera di iniziativa popolare, nata per salvaguardare il parco e il suo concessionario. I cittadini quindi ancora oggi cercano di salvaguardare le condizioni del parco, con piccoli gesti quotidiani, con proclami, eventi di sensibilizzazione pubblica. Il loro obiettivo è quello di restituire al parco una vera e propria identità, una cura attenta e amorevole. Tuttavia gli ostacoli non mancano, gli atti vandalici e il degrado continuano a devastare una struttura che neanche la giunta attuale del sindaco Virginia Raggi è riuscita a contrastare, nonostante le tante promesse di ricostruzione e rinnovata manutenzione, e gli impegni presi in Assemblea capitolina.

Promesse e proclami sono stati annunciati con il solito sorriso stampato sulle labbra, ma reali azioni e procedure non sono mai state avviate, permettendo alla struttura di rimanere come sospesa e abbandonata ad un tragico destino. I cittadini e l’Associazione Salviamo il Parco della Madonnetta hanno bisogno di aiuto e sostegno per poter tornare a quei tanto amati scenari del passato, in cui una florida e viva struttura cullava famiglie e ragazzi in giornate accese di colori e sorrisi.

 

 

 

 

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