giovedì 15 aprile 2021
Acqua: un bene minacciato
di Ana Cvitan
Più di un miliardo di persone ne è priva, un milione e mezzo di bambini muore per carenza di acqua pulita. Ma c'è chi la spreca. Se ne parla alla Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile
14 novembre 2011

L’acqua è un diritto umano fondamentale, eppure le statistiche delle Nazioni Unite rivelano quanto questo diritto non sia rispettato. Un miliardo di persone, oggi, non ha accesso all’acqua potabile; le persone prive di servizi igienici essenziali sono 2,6 miliardi. In più, la mancanza di acqua pulita è il secondo fattore di mortalità infantile: sono 1,5 milioni, infatti, i bambini sotto i 5 anni vittime di questa carenza.
Dall’altra parte, l’acqua continua a essere sprecata. Nei paesi ricchi si usa quotidianamente una quantità di acqua dalle 30 alle 50 volte maggiore di quella necessaria, o comunque viene gestita in modo inefficace.

Sono questi i dati che hanno spinto la scelta del tema «A come Acqua» per la sesta edizione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, in corso dal 7 al 13 novembre. In più di 500 iniziative si è riflettuto sul tema da vari punti di vista: ecologico, tradizionale, culturale, climatico, gestionale, poi, il rapporto tra l’acqua e la pace, tra l’acqua e la diversità culturale, i conflitti, la salute e la povertà. 

In tutta Italia sono state coinvolte diverse associazioni, scuole, università, parchi, imprese, enti locali, musei, agenzie ambientali coordinate dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Insieme, attraverso le attività formative e culturali, convegni, mostre, spettacoli, laboratori didattici, escursioni, giochi vogliono sensibilizzare la cittadinanza per il valore prezioso dell’acqua e tutte le problematiche che lo minacciano (modelli di consumo, i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la mal gestione).

Anche se i dati
sul cattivo uso dell’acqua sono conosciuti già da un po’ di tempo, le politiche ambientali a sostegno della qualità della vita sono divenute quasi inesistenti. Come sottolinea Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Italiana Unesco, «sono dati che hanno un forte impatto emotivo sull’opinione pubblica, però, a cui ancora non s’accompagna un cambiamento degli stili di vita e dei modelli produttivi».

Cosa possiamo fare noi? Per iniziare, magari, possiamo cominciare a bere l’acqua dal rubinetto, sapendo che gli italiani sono il popolo col maggiore consumo procapite di acqua in bottiglia al mondo: accumulano oltre 150.000 tonnellate all'anno di bottiglie di plastica come rifiuti. Inoltre possiamo controllare se abbiamo chiuso bene il nostro rubinetto prima di uscire, perché perdendo una goccia ogni due secondi, si sprecano 6000 litri di acqua all’anno. L'Organizzazione Mondiale della Sanità individua un valore di 50 litri pro capite al giorno, al di sotto del quale si hanno situazioni di sofferenza idrica (circa il 40% della popolazione mondiale vive al di sotto di questa soglia). Siccome noi siamo tra quel 60% di fortunati, che ha acqua in abbondanza, o almeno ci pare di averla, dobbiamo sensibilizzarci ponendo attenzione a chi non può godere di questa ricchezza.

Magari ci tocca riflettere su quanto l’acqua sia "viva". Le iniziative proposte dalla Settimana Unesco potrebbero allargare le nostre conoscenze e magari cambiare le abitudini. Per cominciare a vivere uno stile di vita più sostenibile e sobrio.
Tutte le iniziative sono ad ingresso gratuito e prive di scopo pubblicitario o di lucro, un altro motivo per scegliere qualcosa dal ricco programma della Settimana.

14 novembre 2011
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