sabato 22 settembre 2018
Venezia. The Ballad of Buster Scruggs, il western che profuma d'Italia
di Jacopo Balliana
Quello dei fratelli Cohen è un film a episodi, che ha per filo conduttore il tema della morte, ma non perde il tono ironico

Se ci fosse ancora qualcuno che ritiene che il western all’italiana non abbia avuto influenze a Hollywood, The Ballad of Buster Scruggs è la perfetta smentita. La pellicola presentata a Venezia dai fratelli Cohen è un western antologico a sei episodi: un fuorilegge canterino, un rapinatore sfortunato, un viandante con un attore mutilato, una ragazza dal futuro incerto, un solitario cercatore d’oro e una carrozza di destinazione ignota.

 

Come scritto, c’è molta Italia ed era proprio nell’intento dei due autori, ma non è solo questo lo scopo del film: esso si predispone a essere un omaggio al cinema di genere, tipico nello stile dei registi, proprio in questa linea l’ultimo episodio fa chiaro riferimento a Il Carretto Fantasma di Victor Sjöström.

Un film corale che dà ampio spazio a tutti gli attori, tra i quali degni di nota Tim Blake Nelson e Liam Neeson. La regia si adatta ai diversi episodi mantenendo l’ironia e la freddezza (a volte macabra) dei fratelli Cohen e il montaggio di Jaynes, allo stesso modo, è capace di dare il ritmo giusto a ogni sequenza, in questo senso l’ultimo episodio è il risultato di un buon lavoro in fase di post-produzione.

 

Se si dovesse racchiudere il film in una parola questa sarebbe sicuramente morte. È la morte il filo conduttore del film, mostrata (proprio come Sergio Leone fece per primo in Per un pugno di dollari) nella sua cruda realtà, fredda e immobile, con quel cinismo apatico tipico dei due registi. Ogni episodio sembra volerci ricordare l’inevitabile destino al quale siamo tutti condannati, se per colpa o per errore non importa, il risultato finale sarà sempre lo stesso.

È il tono ironico a rendere il film una “piacevole” passeggiata (o cavalcata se preferite) tra le terre del Far West, in mezzo ai saloon e alle lande, tra cowboy, cacciatori di taglie e indiani. In definitiva, non è la migliore opera dei Cohen, ma sicuramente un film che, mantenendosi sulla linea stilistica dei registi, merita di essere visto.

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Regista: Joel Coen, Ethan Coen

Sceneggiatura: Joel Coen, Ethan Coen

Fotografia: Bruno Delbonnel

Montaggio: Roderick Jaynes

Suono: Skip Lievsay

Effetti visivi: Alex Lemke, Michael Huber

Interpreti: James Franco, Tim Blake Nelson, Liam Neeson, Tom Waits, Bill Heck, Zoe Kazan, Tyne Daly Brendan Gleeson

Paese: USA

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