venerdì 10 luglio 2020
"Jinpa" di Pema Tseden, un film di vendetta e redenzione tra le note di "O sole mio"
di Lia Maria Palmieri
Il film tibetano si è aggiudicato a venezia il Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura

Jinpa è un camionista che attraversa le immense e fredde lande cinesi per trasportare le sue merci. La quiete del tragitto viene bruscamente interrotta da due eventi: la morte di una pecora, investita dal camion, e l’incontro con un pellegrino raccolto lungo la strada. Ben presto Jinpa scoprirà che il suo taciturno, ma sincero, amico non è diretto al tempio, bensì è in cerca di vendetta per un torto subito lontano nel tempo. Il camionista rimarrà profondamente colpito dall’incontro fatto, scoprendo, inoltre, che il nome del viandante è proprio uguale al suo.

Il film di Pema Tseden, vincitore del Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura, ruota attorno a due temi che, in parallelo, si sviluppano durante la trama: la sete di vendetta e la redenzione. Tale dicotomia è presentata anche attraverso i due Jinpa: il camionista, ossessionato dal delitto compiuto in strada, in continua ricerca di espiazione, e il silenzioso vagabondo bramoso di vendetta. Le storie dei due protagonisti si mescoleranno nel momento in cui il camionista, ormai purificato, si mette alla ricerca del suo omonimo per salvarlo dal terribile senso di colpa che per primo lo aveva tormentato.


Il film spicca principalmente per la tecnica visiva: composizioni perfette ed eccellente fotografia, inquadrature fisse e grandangoli sono le solide certezze attraverso le quali si sviluppa la trama ricca di ambiguità e sottile ironia.
Altro elemento fondamentale è la musica, la scelta di proporre all’inizio e alla fine del film la celeberrima “O sole mio”, sembra quasi un indizio che vuole lasciarci il regista, anticipando la venuta del sole come redenzione (nel caso del camionista), ma anche della luce che acceca e scaglia una vendetta tanto desiderata.

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Regia:  Pema Tseden
Paesi: Cina
Interpreti: Jinpa, Genden Phuntsok, Sonam Wangmo
Sceneggiatura: Pema Tseden
Fotografia: Lu Songye
Montaggio: William Chang

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