martedì 22 gennaio 2019
Una visita carica di speranza
di Dieudonne Baleba Baleba
Marocco: papa Francesco accetta l'invito di re Mohammed VI e a marzo va di nuovo in Africa: ma perché in Marocco un paese dove i cristiani costituiscono l'1 percento della popolazione? Una strategia di dialogo

Sono trascorsi 34 anni dall'ultima visita di un pontefice in Marocco. Il primo fu papa Giovanni Paolo II, il 19 agosto 1985. Il pontefice fu ricevuto colorosamente dal re Hassan II. Quest'anno, dal 30 al 31 marzo 2019, Francesco visiterà il Marocco. La visita, che inizierà sabato 30 marzo a mezzogiorno a Rabat, dove si svolgerà l'importante incontro tra il Santo Padre e il Comandante dei credenti, potrebbe essere seguita da una visita all'Istituto Mohammed VI, istituto di formazione per Imam, prima di continuare domenica a Casablanca, dove probabilmente si terrà un incontro interreligioso, con una grande messa con tutta la comunità cristiana in Marocco.

Il Papa torna in Africa due anni dopo l'ultima visita, quella in Egitto nell'aprile 2017. In precedenza - nel novembre 2015 - Papa Francesco aveva visitato anche Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana dove ha aperto la porta dell'anno santo della Misericordia.

Perché in Marocco, un paese che conta solo 50.000 battezzati? La migrazione, un tema caro alla Chiesa, sarà probabilmente evocato durante questo viaggio, ed altri temi come la tolleranza religiosa, il rispetto dei diritti e della dignita del uomo e della donna. Nel viaggio di papa Giovanni Paolo II sono gia stati trattati temi come quello importante della "reciprocità"; il pontefice, infatti, insiteva sulla conoscenza reciproca: "Cristiani e musulmani – disse tra l’altro -: generalmente ci siamo malcompresi, e qualche volta, in passato, ci siamo opposti e anche persi in polemiche e in guerre. lo credo che Dio c’inviti, oggi, a cambiare le nostre vecchie abitudini. Dobbiamo rispettarci e anche stimolarci gli uni gli altri nelle opere di bene sul cammino di Dio” (Dal discorso ai giovani).

Situazione geopolitica e economica del Marocco

Il Marocco è uno dei paesi arabi del Nord Africa, il più grande paese della regione dopo l'Algeria. Casablanca è la sua capitale. Rivendica anche le enclave spagnole di Ceuta 18,5 km² e Melilla 20 km² situate a nord delle coste del Mediterraneo. Conta 35.568.000 abbitanti. Nel 2018 è cresciuto ad un tasso del 1,37%. Rabba e Marrakech sono altre città del paese molto conosciute per il turismo. Il francese è l'unica lingua in Marocco, che può pretendere di essere sia letto, scritto che parlato. Pur essendo la lingua di tutte le fasce sociali ed economiche, sono presenti anche le lingua spagnola e inglese, per il commercio. Ma la costituzione riconosce l'arabo come lingua ufficiale. Il turismo è il principale trascinatore dell'economia marocchina. È un'industria che promuove una profonda dinamica di crescita economica e sociale: il numero degli arrivi di non residenti, ha raggiunto 11,35 milioni di turisti, con un aumento del 10% rispetto al 2016.

 Chiese Catoliche in Marocco 

La Chiesa in Marocco

Per quanto riguarda i cristiani, il loro numero attuale è stimato in circa 50.000; la maggior parte di loro sono cattolici stranieri di 70 nazionalità, ma ci sono anche neo-protestanti, per lo più evangelici, con un certo numero di marocchini convertiti. La Chiesa cattolica ha ricevuto un riconoscimento ufficiale da una lettera di brevetto che il re Hassan II indirizzò a Papa Giovanni Paolo II il 30 dicembre 1983. Può quindi esercitare pubblicamente e liberamente le proprie attività pastorali e possedere proprietà per i propri scopi e opere educative.

Relazioni Vaticano-Cassablanca

Dal luglio 1999, Mohammed VI, seguito al re Hassan II suo padre, governa il paese. Il 20 agosto 2017 ha nominato un ambasciatore in Vaticano, nella persona di Raja Naji Mekkaoui, confermando così il ripristino dei rapporti tra lo Stato del Vaticano e quello del Marocco. Relazione fredda, dopo le dichiarazioni sull'Islam di Benedetto XVI, nel suo discorso agli scienziati a Ratisbonna, dichiarazioni che, travisate e diffuse dai media in modo equivoco, avevano portato nel 2006 a un richiamo dell'ambasciatore marocchino.

"Mentre il Marocco oggi presenta il suo esempio in termini di tolleranza religiosa, i cristiani marocchini devono restare discreti",  dichiara il giornale la Croix nel 2017. Anche se il Marocco presenta segni di toleranza religiosa, c'è sempre la necessità di intraprendere un dialogo rispettoso con i fratelli musulmani. Per questo la visita di papa Francesco si è caricata di speranza a favore di una relazione piu ampia e solida. Il programma della visita ce lo confermerà. Il Papa conosce il mondo islamico e i suoi leader, il 5 febbraio 2018 ha ricevuto il presidente Turco Erdogan, e ultimamente ha visitato alcuni paese africani come l'Egitto, la Repubblica CentrAfricana, che vede difficili rapporti tra cristiani e musulmani.

Un dialogo di riconciliazione, o quanto meno di rispetto reciproco, è sempre più necessario tra le diverse religioni. Oltre la speranza, la visita del Papa sarà una testimonianza di fede per i cristiani del Marocco e una "uscita" missionaria verso le "periferie" della fede cristiana. 

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