lunedì 25 marzo 2019
W i Finley e il loro stile, a volte semplice, a volte complesso e magnetico
di Riccardo De Vito
Ma per apprezzarli davvero, bisogna sentirli dal vivo, perché possa scattare l'intesa...

Mi piace parlare della storia dei Finley, band italiana, perché nel loro stile mi ritrovo: uno stile a volte semplice, a volte complesso e magnetico come può essere la storia di ognuno di noi. Mi piace come un concerto dal vivo possa creare un’intesa tra cantante e pubblico dove a volte i soli brani non riescono.

 

I Finley sono una band di Legnano, comune in provincia di Milano, sebbene nessuno dei membri sia nato lì. Formatasi nel 2002, la band appartiene ai generi pop, punk, rock, dice di ispirarsi alla famosa band americana Green Day, ha un pubblico prevalentemente adolescenziale/femminile e propone pezzi in italiano e in inglese.

Il nome della band è preso dall’ex giocatore di basket americano Michael Finley.

I primi quattro membri della band erano: Pedro (Marco Pedretti) cantante; Ka (Carmine Ruggiero) chitarrista; Dani (Danilo Calvio) batterista; Ste (Stefano Mantegazza) ex bassista, poi sostituito in pianta stabile da Ivan (Ivan Moro) bassista dal 2010. Tra il 2005 e il 2006 i Finley firmano un contratto con Claudio Cecchetto, noto produttore discografico italiano e la EMI, etichetta discografica britannica.

 

Il primo brano che incidono nella loro carriera è Make up your own mind, versione inglese del brano successivo Tutto è possibile.

Il loro album d’esordio sulla scena musicale italiana, ed in seguito europea, ha lo stesso nome del brano sopra citato: Tutto è possibile, uscito nel 2006. I brani più apprezzati di questo album saranno la canzone stessa, che prende il nome dall’album e poi Fumo e cenere, Scegli me e Diventerai una star. Nel biennio 2007/2008, con il primo ed il secondo album, Adrenalina, hanno il picco più alto della loro carriera. Menzione speciale ricevono proprio le canzoni Adrenalina, da cui il titolo dell’album, Domani, Ad occhi chiusi e Ricordi, con cui hanno partecipato a Sanremo nel 2008.

In questi anni inizia la collaborazione con Smemoranda, una delle più famose agende italiane per ragazzi. Questa collaborazione negli anni li avvicina sempre di più al mondo dei giovani e degli studenti in particolare.

Nel 2009 i Finley producono Band at Work, un album di sei canzoni che sarà un’anticipazione di un successivo cd che uscirà nel 2010. In questo cd, dal titolo Fuori! ci sono 8 singoli in più del precedente e le canzoni di spicco sono Gruppo Randa, Fuori! da cui prende il titolo l’album e Meglio di noi non c’è niente. Dopo quest’album la band vivrà un breve ma intenso periodo di cambiamenti importanti.

 

I Finley decidono di abbandonare definitivamente la collaborazione quasi decennale con Claudio Cecchetto e la EMI e fondano un’etichetta indipendente, che prende il nome da una canzone dell’ultimo album che per loro ha un significato particolare, Gruppo Randa: Randa è il nome con cui i Finley chiamano i loro fans.

Nello stesso anno finisce l’avventura del bassista Ste con la band, il suo posto lo prende Ivan Moro, amico dei Finley da sempre.

Nel 2012 i Finley incidono Fuoco e fiamme, cd di 13 canzoni. Le canzoni che spiccano sono Il meglio arriverà e Olympia, il primo in collaborazione con il famoso cantautore Edoardo Bennato, il secondo invece è l’unico brano in inglese pensato come manifesto per le Olimpiadi di Londra del 2012.

Successivamente esce Sempre solo noi, un mini album di 7 canzoni inedite in onore dei 10 anni di carriera della band. Particolare riuscita ha la canzone Undici, incentrata sui valori e le regole del calcio.

 

Nel 2013 i Finley iniziano un’avventura con la radio, in primis con Radio Kiss Kiss e successivamente Radio Kiss Kiss my ass, in seguito poi con Radio Monte Carlo.

Nello stesso anno diventano sponsor della Lego e incidono 3 canzoni in una mini raccolta solo in lingua inglese dal titolo Legends of Chima: Unleash the power, Day of glory e Horizon.

 

Il primo concerto che ho visto dei Finley è stato a Roma nel 2016, in un locale di nome Jailbreak. Solo li mi sono reso conto che sentire le canzoni con radio, Ipod, youtube e cd è molto diverso che vedere un concerto dal vivo. In seguito ne ho visti altri anche fuori da Roma, ma ho la sensazione permanente che il primo concerto ha dei connotati diversi da tutti gli altri, un impatto di sensazioni unico.

Arrivare un’ora e mezza prima del concerto e aspettare fedelmente l’arrivo della band è gratificante quanto doveroso, vedere la band dal vivo per la prima volta dà emozioni inaspettate, stare in mezzo a centinaia di persone a urlare i tuoi brani preferiti non è come selezionare un brano sull’Ipod, vorresti stare sul palco e cantare insieme a loro e, come spesso succede ai fan, sognare di poterli conoscere realmente magari a fine concerto, cosa che puntualmente non si verifica e che quindi fa perdurare il sogno.

 

Nella prima parte del 2017 i Finley passano in radio 2 brani totalmente nuovi: La fine del mondo e Odio il Dj. In seguito riveleranno che questi brani erano l’anticipazione di un nuovo disco di inediti. A ottobre esce un terzo brano poco prima dell’uscita del disco sul mercato: 7 miliardi.

Il 13 ottobre 2017 infine entra nel mercato il cd. Il nome del cd è prestato, come spesso è successo, da uno dei brani contenuti: Armstrong. Erano ben 5 anni che i Finley non producevano cd.

Il tour di Armstrong riscontra un grande successo, a dimostrazione che lo zoccolo duro dei “Randa” non delude.

All’inizio del 2018 esce a sorpresa in radio un brano inedito incentrato sulla Formula 1: Tutto quello che ho. Il brano riscontra un buon successo tanto da essere utilizzato come sigla su Sky per il campionato di Formula 1 del 2018.

 

Per sola passione canto in una band e con i miei amici musicisti sono riuscito anche ad includere dei brani dei Finley, questo mi gratifica molto e credo che sia facilmente comprensibile!

 

Foto di copertina: Di Giò - Finley @ Alcatraz 28/01/07 - 1, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3183382

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