martedì 5 luglio 2022
Dietro le quinte del suono: il lavoro dietro film e serie tv
di Daniele PAOLONI
Un lavoro spesso sottovalutato o misconosciuto, ma di grande responsabilità. Ce lo spiega un giovane tecnico del suono
28 marzo 2021

Marco è un ragazzo che lavora nel campo del suono da molti anni, dopo aver conseguito un diploma con indirizzo "Ripresa, montaggio e missaggio del suono” e una laurea con indirizzo "Tecnico del suono”.

Ha risposto ad alcune domande su come funzionano le “cose” in questo campo.

Di cosa ti occupi?

«Faccio il fonico di mix, che praticamente, per quanto riguarda le serie estere, è l’interazione del doppiaggio con la colonna internazionale, cioè cercare di rendere il più realistici possibile tutti gli effetti che vengono fatti sulle voci e su quello che è stato doppiato. Per quello che riguarda le serie prodotte in Italia, mettiamo insieme tutti i suoni, ovvero creiamo la colonna sonora del film, dal mix degli ambienti ai dialoghi e poi alle musiche».

Di quali contenuti ti occupi? 

«Nel mio studio facciamo tutto: dagli spot ai trailer, serie tv, film e anche cortometraggi».

Perché hai scelto questo mestiere?

«La scelta è nata dalla passione: suonavo  la chitarra ma non riuscivo a farlo professionalmente, allora ho intrapreso la professione del fonico, che mi piace in quanto unisce la mia passione per la musica e l’audio con la tecnologia».

È una vocazione con cui si nasce oppure no?

«Questo non te lo so dire, ma si… c’è un interesse di base. Però non so se è una vera e propria vocazione. Per me è una mezza vocazione, sento che è l’unica cosa che riuscirei a fare con trasporto, passione e tranquillità. Conosco tanti miei colleghi che però hanno scelto questo mestiere solo per circostanza, perché ci si sono trovati in mezzo».

È difficile imparare questo mestiere?

«No, non è difficile, perché  affiancando qualcuno che lo fa, se hai un minimo di propensione, lo impari. Non è così difficile».

È difficile trovare lavoro in questo campo?

«Trovare lavoro in questo campo è un po' più complicato, perché bisogna entrare nei canali giusti, conoscere le persone giuste per cominciare a lavorare. Non è semplicissimo entrare».

Cosa consiglieresti a una persona che vuole intraprendere questo settore?

«Consiglio, un volta finito il percorso di studio scelto, di affiancarsi a persone che lavorano in questo ambito e darsi 1,2 o 3 anni di solo apprendimento sul campo, per poter poi trovare un buon lavoro».

È un lavoro di gruppo? Se si, con chi lavori?

«Sì, ovvero ci sono delle parti in cui lavori da solo e una parte, la finalizzazione, dove invece si lavora “in gruppo”: le tre figure principali (il fonico di mix, chi fa montaggio degli ambienti ed effetti e chi fa l’editing dei dialoghi), vanno in sala e lavorano insieme. Sono circa tre settimane di preparazione da soli e tre settimane in gruppo, naturalmente dipende dal tipo di contenuto. Il missaggio del suono, la parte che io curo più nello specifico, è solo l’ultima parte»

Quanto tempo ci vuole a editare il suono di una puntata di una serie?

«Per un episodio di 40 minuti, lo standard di adesso, ci vorrebbero due settimane, però di media i produttori danno una settimana di tempo a puntata».

Come funziona nei casi in cui ci sono più lingue?

«In realtà dipende da chi produce: se il contenuto è prodotto in Italia bisogna fare una cosa che si chiama “la colonna internazionale", ovvero la preparazione di tutto quello che è stato registrato, epurato dai dialoghi. Praticamente sono due cose parallele e separate: la produzione e la colonna internazionale. Se invece viene prodotto all’estero, i produttori mandano già la colonna internazionale e quindi bisogna aggiungere e mixare solo i dialoghi a quello che ti mandano».

Quali sono le sfide e gli errori più frequenti durante il montaggio sonoro di un film/serie?

«La sfida è cercare di tradurre quello che vuole il regista, l'idea che c’è a monte, Questa è la sfida maggiore, in quanto gli autori hanno in testa un concetto da esprimere e il suono è un grande e essenziale veicolo per queste sensazioni. Si possono fare moltissimi errori, ma il più grande è appunto non riuscire a esprimere quello che il regista ha in testa».

Durante la produzione di un film, il tecnico del suono ha molte responsabilità/pressioni? 

«Si, pressioni soprattuto a livello di tempo e di integrità del prodotto che consegni e anche molte responsabilità, perché tutto quello che esce dalla sala mix è responsabilità del fonico: se sono stati fatti degli errori prima, tu sei l’ultimo che può correggerli. Insom,ma un po di responsabilità ce l'hai».

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