sabato 25 maggio 2024
Giovani italiani: poco disposti a spostarsi oltre confine
di Fabiana Silenzi
L'indagine condotta da Eurobarometro, rivela che i giovani italiani, sono i più restii a staccarsi dalla loro famiglia: è un'eccezione lavorare o studiare all'estero.
23 aprile 2012
É proprio il caso di dirlo... tra il dire e il fare c'è di mezzo... l'euro. L'indagine condotta da Eurobarometro, Youth on the Move, ha rilevato che il 53% dei giovani europei, “sarebbe” disposto a spostarsi in un altro paese europeo per lavorare. Mai usato meglio un condizionale, in quanto i dati effettivi relativi alla mobilità del lavoro e della formazione nell'Unione Europea, sono molto differenti.
 
I principali ostacoli che impediscono ai giovani di scavalcare i propri confini nazionali sono: mezzi economici insufficienti (33%), impegni familiari (25%), scarsa motivazione. Pochi quindi anche i giovani europei che hanno trascorso un periodo di studio all'estero, facendo sempre, per la maggior parte, ricorso a finanziamenti privati o a propri risparmi. Se consideriamo l'Italia, lo scenario è ancora più deludente: rispetto ai cinque big europei occupa l'ultimo posto.

Tra i giovani italiani solo il 12% ha trascorso un periodo all'estero, contro il 21% dei giovani tedeschi, e il 19% dei giovani spagnoli. Una delle maggiori opportunità a disposizione dei ragazzi per un esperienza oltre confine è l'Erasmus, il programma di scambio universitario più popolare del mondo. Il programma Erasmus promuove ed incentiva la mobilità in Europa da un quarto di secolo.
 
Nato nel lontano 1987, oggi vanta oltre 200.000 studenti europei l'anno. La partecipazione a quest'esperienza è cresciuta in tutti i Paesi anche se con ritmi diversi. Al primo posto troviamo la Spagna, seguita dalla Francia, e della Germania. L'Italia, questa volta non fa una brutta figura, in quanto nel 1987 vantava circa 13.000 studenti Erasmus, che nel 2011  sono stati quasi 19.200.
 
La capacità di parlare una lingua straniera, l'adattabilità, i rapporti interspersonali che si creano, sono elementi fondamentali per affrontare il mondo competitivo del lavoro. Il mito della fuga dei cervelli, sembra essere, almeno in parte smentito. I progetti di scambi interculturali e di formazione rappresentano comunque per i giovani un'opportunità per viaggiare, informarsi, conoscere e crescere. Oltre a tenere in considerazione le proprie condizioni economiche, è bene per i giovani, soprattutto italiani, informarsi, su contributi finanziari disponibili, anche a livello nazionale o regionale.
23 aprile 2012
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