lunedì 25 ottobre 2021
Giornata Mondiale del Rifugiato 2012
di Lucia Aversano
Secondo il rapporto "Global Trends 2011" redatto dalle Nazioni Unite, nel mondo i rifugiati sono 42,5 milioni
18 giugno 2012
Sono circa 42,5 milioni, secondo i dai forniti dal Global Trends 2011 il rapporto delle Nazioni Unite, le persone nel mondo costrette a lasciare il proprio paese a causa delle guerre, delle carestie e dei regimi autoritari. Di questi, quasi la metà sono rifugiati mentre l’altra metà sono sfollati interni a causa dei conflitti armati. Sono invece un milione i richiedenti asilo. Il dato che allarma di più le Nazioni Unite è però quello che riguarda le domande d’asilo presentate da minori non accompagnati: circa 15mila. Queste domande vengono fatte soprattutto da minori provenienti dall’ Afghanistan e dalla Somalia.

L’Afghanistan è il paese d’origine con il maggior numero di rifugiati circa 2,7 milioni, seguono i rifugiati Irakeni (1,4 milioni) i Somali (1,1milioni) e i Sudanesi (500mila). Un altro dato che preoccupa l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, è quello che riguarda il paese ospitante. La maggior parte dei rifugiati, 4/5 del totale, parte verso i paesi limitrofi. I paesi che ospitano più rifugiati sono il Pakistan (1,7 milioni), l’Iran (886mila), il Kenya (566mila) e il Chad (366mila). Tutti paesi in via di sviluppo che già affrontano numerose difficoltà nel gestire le condizioni di vita dei loro cittadini.Tra quelli industrializzati, il principale Paese d'accoglienza è la Germania, con 571.000 rifugiati. Il Sudafrica è invece il primo paese per numero di domande d'asilo ricevute (107.000).

Il 20 giugno sarà la Giornata Mondiale del Rifugiato, un giorno dedicato a chi è stato costretto a lasciare la propria casa per non rischiare la vita. Una giornata che serve anche a richiamare l’attenzione della comunità internazionale e a renderla consapevole su questa condizione. Rifugiato è un termine giuridico che indica le persone fuggite o espulse a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali dal proprio paese d’origine. La loro condizione è la più delicata in assoluto perché non sono semplici migranti. Anche Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare la condizione dei rifugiati, domenica 17 giugno, durante l’Angelus. Il Pontefice ha esortato tutti i fedeli a pregare «per questi fratelli e sorelle così provati» e ha auspicato «che i loro diritti siano sempre rispettati e che possano presto ricongiungersi con i proprio cari».
18 giugno 2012
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