martedì 22 gennaio 2019
Si è chiuso il sinodo dei giovani, ma il percorso è appena iniziato
di Rigobert Fumtchum
Il Sinodo dei giovani è stato un'esperienza molto ricca, dove vescovi e giovani, esperti e non esperti si sono ascoltati reciprocamente. Il documento finale apre a una nuova esperienza pastorale.

Dopo 26 giorni dedicati al sinodo dei vescovi del mondo con la presenza di esperti, laici e sopratutto dei giovani, domenica 28 ottobre 2018, in piazza San Pietro a Roma si è conclusa la XV assemblea dei vescovi. «Lo stile sinodale è il primo frutto del sinodo», ha detto papa Francesco.

Questo sinodo è stato un'apertura della chiesa che supera la sua metodologia piramidale. I participanti a questo incontro hanno espresso la loro soddisfazione nel lavorare insieme clerici e laici, anziani e giovani, esperti e non-esperti, cristiani e non-cristiani. Le voci e le grida dei giovani durante gli applausi erano i segni della loro presenza. Il papa, nei suoi molteplici interventi, ha sottolineato che la cosa più importante dell'incontro sta non nel documento finale, ma nella metodologia di lavoro, che ha condotto a questo documento.
Un lavoro di sinodalità molto impegnativo. Un'esperienza di comunione fraterna, di ecclesialità e di unità. Questo impegno di sinodalità «non si trova da nessuna parte tranne nella chiesa cattolica», ha detto il cardinale Louis Raphael Sako nel discorso di chiusura, sottolineando l'unità nella differenza.

Secondo papa Francesco, il tempo del sinodo dei giovani è stato un tempo di consolazione e di speranza, perché ciò che lo ha caratterizzato è stato l'ascolto dei giovani e delle loro storie di vita, delle loro idee e proposte per la missione evangelica. In questo modo, il sinodo dei giovani è stato un vero laboratorio di discernimento sulla realità dei giovani oggi e sulle riposte che corrispondono alle loro realtà.

Il documento finale è adesso disponibile ed è iniziato il tempo dei frutti. Più che la fine di un percorso, la fine del sinodo è il punto di partenza per un nuovo dinamismo pastorale, per tradurre il contenuto del documento finale nelle pratiche concrete, aspettando l'esortazione apostolica post-sinodale che verrà pubblicata nei prossimi mesi.

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