venerdì 4 dicembre 2020
Il pellegrinaggio a Orvieto degli studenti delle Università pontificie
di Céline Louisette Rahantasoa
Il miracolo dell’Eucaristia, momenti di silenzio e monenti di festa: un nuovo slancio per la vita spirituale universitaria

Il 16° pellegrinaggio delle università pontificie di Roma si è svolto sabato 17 novembre 2018 a Orvieto. Circa 1500 partecipanti - studenti, docenti, rettori - hanno partecipato al grande appuntamento annuale. Dall’ UPS sono arrivati una quarantina di studenti, accompagnati dal Rettore dell’università Don Mauro Mantovani, e dal Professore Emiro Cepeda docente alla FSC, come animatore del gruppo.

All’inizio della salita tutti gli studenti si sono incontrati per ricevere le indicazioni per il percorso verso la destinazione. Il cammino ha favorito il clima e ha alleggerito la durezza della lunga salita. La scoperta della bellezza del Duomo che affascina i passeggeri ha dissipato subito la fatica dei pellegrini.

 

Monsignor Andrea Lonardo, direttore del Servizio Cultura e Università del Vicariato di Roma, ha commentato la storia della cattedrale e i nobili affreschi dipinti sulla facciata di questa grandiosa cattedrale, costruita molti secoli fa. In breve, sono presenti su questa facciata alcune storie, tra cui l’inizio della creazione, la storia di alcuni personaggi biblibi, episodi della vita di Gesù, la nascita della Vergine Maria e il giudizio finale. Tra l’altro è da notare la presenza significativa dell'Assunta, patrona della cattedrale.

 

Subito dopo, è stato raccontato il mistero Eucaristico e il famoso miracolo di Bolsena, da cui è nato il santo corporale conservato all’interno della Cattedrale. Questa condivisione, assieme all’omelia del vescovo di Orvieto-Todi Monsignor Benedetto Tuzia, ha costituito il nutrimento spirituale per i pellegrini in quel giorno. Il vescovo ha posto l'accento sull'importanza e il senso dell’Eucaristia, che è un dono di un Dio appassionato che si manifesta nel Pane Eucaristico, un cibo garante della vita eterna, e nutrimento sicuro. Il sacramento della penitenza e un momento di silenzio hanno favorito il clima di preghiera.

 

Non sono mancati bei momenti di gioia, di condivisione e scoperta della bella città, gli incontri con gli amici e momenti di divertimenti durante la pausa pranzo. Una bellissima sorpresa ha concluso la giornata: il vescovo ha concesso il permesso di esporre il santo corporale a tutti i pellegrini, cosa che non si fa che tre volte all’anno. È stato un momento ancora più forte di vicinanza al Nostro Signore, prima di tornare nelle rispettiva università. Per gli universitari dell’UPS, don Emiro Cepeda ha animato il gruppo invitando a fare una condivisione spontanea circa la grande giornata appena conclusa. Ognuno aveva qualcosa nel cuore, ed è stato un forte tempo si scambio.

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