martedì 25 giugno 2019
La famiglia non può essere usata per escludere. Riflessioni dopo il Congresso di Verona
di Maria Grazia Tripi
Quello che poteva essere un dibattito interessante è diventata una battaglia tra due contendenti contrapposti. Ma i credenti sono portatori di una "buona" notizia...

Si è da poco concluso  il XIII Congresso mondiale delle Famiglie svoltosi dal 29 al 31 marzo a Verona. L’evento internazionale, pur non essendo una novità, quest’anno ha catturato l’interesse di tutti i media italiani, dagli organi di stampa ufficiali ai profili social di gente comune.

Il gioco del pro e contro nella narrazione dell’evento, sin dalla sua preparazione, sembra aver funzionato in termini di coinvolgimento mediatico e non solo. Semplificando un po', possiamo dire che i due antagonisti sono da una parte i sostenitori della famiglia naturale (promotori e sostenitori del Congresso) e dall’altra chi sostiene che la famiglia è lì dove c’è l’amore.

 

Da entrambe le parti il linguaggio utilizzato non è stato di certo inclusivo. In Italia poi, la contrapposizione ha assunto i colori politici della destra tradizionalista e della sinistra liberale. “Sta arrivando il più pericoloso video dell’anno, ostacolato da Emma Bonino, odiato dalle femministe di tutto il mondo, temuto dalle élite e messo all’indice dai radical chic”: sono le parole usate per il lancio del video ufficiale annunciato così sul sito e sui profili social di Pro Vita e Generazione Famiglia dal presidente del ‘Wcf Verona XIII’ Antonio Brandi e dal vice-presidente Jacopo Coghe. Il vicepremier Luigi Di Maio non ha esitato ad indicare il congresso come quello della “destra degli sfigati”. L’alleato di governo Matteo Salvini ha poi rilanciato nel suo intervento al Congresso definendosi “cristiano, cattolico, papà” e “orgogliosamente sfigato”.

Il coinvolgimento emotivo sembra essere stato talmente forte, che anche la pubblicità non ha resistito a dire pure la sua. Il colosso Ikea ha colto l'occasione per lanciare in Italia una pubblicità intitolata «Famiglia è chi ti fa sentire a casa» e sul post di presentazione, a scanso di equivoci, specifica «Non c’è bisogno di un congresso per capire cos’è una famiglia».

 

La critica sui social ha assunto anche le forma della partecipazione in piazza. L’associazione Non una di meno ha organizzato a Verona in concomitanza alla seconda giornata del congresso una contromanifestazione, a cui hanno aderito anche le famiglie arcobaleno, i Verdi, i radicali, l’arcigay. Il corteo ha visto la partecipazione di circa 20.000 persone secondo la polizia e 100.000 secondo gli organizzatori. Erano presenti anche importanti leader al femminile come Laura Boldrini e Susanna Camusso. Una critica di Matteo Salvini per la presenza della Boldrini alla contromanifestazione ha scatenato sui social una campagna di difesa e sostegno per l’ex presidente della Camera con l’hashtag #IoBalloConLaura,diventato virale in pochissimo tempo. Evento che dimostra come il tema dei diritti delle donne, della libertà nelle scelte personali anche di orientamento sessuale, di cui la Boldrini è fortemente sostenitrice, riscuotano consenso tra la gente, cambiando la percezione di successo anche sui leader politici.

Insomma, il tema della Famiglia ha tenuto acceso il dibattito non tanto sull’importanza della stessa, quanto sul modo di intenderla. Questi giorni hanno dimostrato che questo argomento porta con sé numerose implicanze tra cui quelle sul ruolo della donna, sull’aborto, sull’utero in affitto, sul divorzio, sul genere, sui diritti e sulle libertà individuali.

 

Si è parlato di futuro e di ritorno al medioevo. Secondo me rimane aperta la domanda se gli organi di informazione siano stati capaci di raccontare quello che è successo in tutta la totalità o solo da una prospettiva. Certo è che il valore della famiglia non può essere, in quanto fondamentale, trattato in contrapposizione e nella logica del pro e contro.

Se c’è stato un errore, e credo sia grave, è stato quello di assumere la famiglia a bandiera e confine di esclusione. La famiglia è il luogo del dialogo per eccellenza che accompagna ogni persona nel crescita e consapevolezza del proprio sé in relazione agli altri e all’altro. Concludo con un pensiero di Enzo Bianchi che in post su twitter scrive: «Quando i cristiani predicano il Vangelo, che è “buona notizia” contro quelli che non lo vivono o non lo conoscono, e lo fanno con stile arrogante e guerriero, senza interrogarsi sulla loro personale coerenza con il Vangelo in verità rendono il Vangelo “cattiva notizia”!».

Credit fotografici

Foto tratta da https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/congresso-verona-famiglia

 

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