sabato 8 agosto 2020
"Non possiamo continuare a vivere in queste condizioni". Il disagio degli studenti stranieri in Italia
di Evariste CITEYA MUTOMBO
Lontani dalla famiglia, spesso hanno perso la loro fonte di reddito. E vorrebbero tornare a casa

 

L’Italia continua ad essere una zona rossa a causa della pandemia di corona virus, e questa situazione, difficile per tutti, è in modo particolare molto difficile per gli studenti stranieri, che si vedono costretti a rimanere chiusi nelle case, lontano delle loro famiglie. Non è una cosa facile per gli studenti stranieri che studiano nelle università italiane, private come statalei, che in questo tempo hanno chiuso le porte a causa della pandemia da coronavirus.

 

Tanti di questi studenti si trovano in difficoltà economica, soprattutto quelli che avevano un lavoro da fare e che ora si vedono privati di tutto e costretti a stare in casa. Tutti si domandano fino a quando rimarremo cosi rinchiusi nelle case, lontano delle famiglie. Il problema della pandemia è ancora lontano di essere finito, perché nuovi casi sono registrati tutti i giorni e ciò costringe tutte le attività ad essere chiuse. Nessuna possibilità, per loro, di tornare nei propri paesi: solo una parte degli studenti ha potuto tornare, prima della chiusura delle frontiere.

La preoccupazione di tutti è la paura di passare l’anno academico e forse l’anno prossimo senza avere la possibilità di tornare a casa, perché non si sa come evolverà la situazione tra due o tre mesi. 

 

Ho parlato con alcuni studenti e raccolto il loro punto di vista. Petra Stipanovic, croata, studentessa all’Università delle arti ci parla della sua situazione: «Io volevo tornare nel mio Paese dall’inizio di questa pandemia, avevo già comprato il biglietto, ma quando sono arrivata all’aeroporto ho visto che tutti i voli erano stati cancellati e sono tornata a casa. È la prima volta che ho dovuto festeggiare la Pasqua lontana dalla mia famiglia e questo mi ha lasciata triste. Ogni giorno parlo con la mamma che mi incoraggia. Ma io preferivo essere a casa mia con la mia mamma e mio papà».

Un altro studente, a proposito della sua vita a Roma, dice, «io lavoravo in un'azienda e alla fine del mese quello stipendio mi permetteva a pagare l’affitto e fare qualche spese per la sopravvivenza, ma adesso tutto è bloccato e non so cosa fare. È una vita veramente difficile, perché ho finito i soldi: prego che questa situazione finisca presto se no, non so cosa farò nei prossimi giorni».

 

Un’altra difficoltà che raccontano gli studenti è legata all’acquisizione dei libri per lo studio. In questo periodo Amazon - il negozio online più riconosciuto - non riesce a consegnare i libri come prima. Jean Marie Nkunda, uno studente nigeriano dell'Università Ls Sapienza, racconta che «ho fatto un ordine di due libri il 19 aprile, ma mi dicono che arriveranno il 18 maggio. Prima i libri potevano arrivare in due o tre giorni. Ora non è possibile andare all’università per prendere i libri, e non avevo altra scelta che comprare su Amazon, perché non si sa quando aprirono le università».

Questa difficoltà non riguarda soltanto per i stranieri, ma anche gli studenti italiani e le testimonianze sono solo una parte di quello che vivono gli studenti. In questo tempo forse ci sono altre difficoltà che non sono conosciute. Al di là di tutto è la vita che conta prima di tutto. 

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