giovedì 24 giugno 2021
La paura farà diminuire o crescere la fede?
di Celine Louisette RAHANTASOA
La riapertura delle chiese era molto attesa dai cattolici, ma non era scontato che la gente tornasse a messa. Ecco come è andata in una parrocchia di Roma
1 giugno 2020

Roma. Ma l’abitudine alla messa online avrà fatto calare la partecipazione dei fedeli e soprattutto dei giovani alla messa diretta? La messa streaming con papa Francesco si è conclusa con la con la commemorazione del centenario di Papa Giovanni Paolo II lunedì 18 maggio. I cristiani quindi dovrebbero ritornare a partecipare alla messa nelle rispettive parrocchie. Durante il tempo della quarantena, secondo una suora del quartiere, i numeri dei fedeli che partecipavano alla messa online erano più elevati che quelli della messa in diretta. Il tempo del lockdown ha favorito la vita spirituale online, ma quale è la realtà nella messa reale?.

 

La mattina di martedì 19 maggio, a parte l’apertura della chiesa, il mercato del quartiere si riapre,  ma con pochi venditori e clienti, tutti con mascherine. Nelle strade, che di solito a quest’ora sono piena di gente, si vedono poche persone. La fermata dell’autobus, che era sempre rumorosa per le grida degli studenti finita la scuola e i mercanti e venditori che affollavano la strada fino a tre mesi fa non ci sono più. Il parco vicino al mercato è circoscritto da un nastro giallo per il divieto di ingresso; negozi, tabaccai, farmacia, supermercati, parrucchieria, gelateria, e bar che erano punti di rendez-vous tra compagni di classe e amici, luoghi di incontri per famiglie, divertimenti per bambini, appuntamento e relax per gli amici, sono disertati. Il sentiero dell’Università Pontificia Salesiana, che era sempre popolato di giovani e professori che correvano sono silenziosi, con un panello, “vietato entrare” davanti al cancello. Tutto è immerso nel silenzio. Le poche persone che si incrociano non si salutano, nemmeno si guardarono in faccia con il volto impaurito sotto le mascherine di colori diversi.  

 

In mezzo a questo deserto, l’unico luogo più popolato, ma silenziosamente, è la strada verso la Parrocchia del quartiere. La parrocchia Santa Maria della Speranza è riaperto dopo tanti mesi di sospensione, mantenendo gli orari della messa che aveva prima, con tre messe al giorno nella settimana; una alle sette, una alle nove del mattino e un’altra alle 18 della sera. Secondo la testimonianza del responsabile dell’ordine all’interno della chiesa, «nel secondo giorno dell’apertura, vengono puntuali i fedeli più o meno nello stesso numero prima, e hanno comunque un po’ di timore perché la situazione della pandemia si sente ancora molto forte, ma si va avanti con fede. Anche noi abbiamo paura», aggiunge, «ma prendiamo le misure e cerchiamo di fare del nostro meglio per prevenire la salute di tutti e dare loro la possibilità di sentirsi al loro agio per pregare. Adesso i numeri dei fedeli è questo, ma stiamo aspettando la messa della domenica come sarà». Si sente la preoccupazione dei responsabili, perché l’angoscia di questo incontro quasi forzato da tanti motivi è forte. Ma si sente anche la voglia di rivivere in un modo diretto la fede. 

 

La chiesa aderisce alle direttive della diocesi di Roma circa il rispetto delle condizioni per l’emergenza del coronavirus. Ha un unico ingresso, e all’entrata tutti i fedeli devono pulire le mani con il disinfettante distribuito da un responsabile a tutti i partecipanti, e vengono accompagnati al loro posto. La distanza è rispettata, i banchi non sono tutti occupati ma alternati di spazi vuoti. Si siede ogni due banchi, e sullo stesso banco c’è una distanza di più di un metro tra due persone. Tutte le porte laterali e quelle in fondo sono aperte. La celebrazione si svolge tranquillamente, ma i canti sono intonati timidamente sotto la mascherina. Il celebrante si avvicina ad ogni fedele  per distribuire la comunione dopo aver lavato le mani e indossato i guanti e la mascherina, perciò i cristiani non si spostano durante la comunione. Alla fine della messa il parroco ha invitato i fedeli a lasciare l’offerta nell’urna in fondo della chiesa, offerta che servirà per la pulizia della chiesa e per sostenere le opere che si stanno svolgendo secondo le esigenze del tempo.

Colpisce il numero elevato delle persone anziane e adulti che partecipano alla messa, non ci sono né adolescenti né giovani nella chiesa. Eppure quando la messa era online, si notava la partecipazione elevata delle persone, quasi il doppio dei partecipanti alla messa in diretta, con giovani e bambini.

 

La messa è uno degli appuntamenti tanto attesi per incontrarsi non solo con Dio, ma anche con gli altri. Di solito dopo la messa i fedeli si fermano un attimo per salutarsi, e scambiare due parole. Quel giorno la gente si ferma lo stesso ma mantenendo la distanza e con la premura di rientrare, come per fuggire l’incontro reale. Nonostante la grande paura e il numero minore dei fedeli, il desiderio di ritornare a vivere la fede con la comunità cristiana è forte.

La domanda che si pone con la riapertura delle chiese è: la paura farà diminuire o crescere la fede?

 

 

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